La notte italiana di Claude Challe

Personalmente credo esista quasi sempre un gap tra l’età anagrafica e quella mentale di un uomo. E’ un fatto tra l’altro reversibile. Esistono trentenni che si comportano da sessantenni e, al contrario, padri che si sentono vitali almeno quanto i figli se non di più, visto il rincoglionimento precoce cui molti giovanotti d’oggi sono vocati. Ebbene, dopo aver visto Claude Challe in consolle questa è diventata una convinzione.

Il maestro della chill-out e della new-age, fondatore del Buddha-Bar locale e compilation, poi spintosi sempre più verso quello stile di vita, e conseguentemente musicale, definito “lounge”, si è esibito in un dj-set esclusivo a Matera, nel cuore dei Sassi patrimonio mondiale dell’umanità, nell’ambito degli eventi culturali collaterali alla festa patronale della Bruna, in programma il 2 luglio, promosso dall’associazione “Officina del jazz” in collaborazione proprio col Comitato dei festeggiamenti.
Una serata en-passant in Europa per l’intero 2011, visto che Claude sta lavorando molto tra l’oriente e Marrakech, dove vive e dove ha aperto da anni un altro locale culto, “Le comptoir”, cui presto si aggiungerà un altro club che ha definito, coniando un neologismo, in stile “Marock’n’roll” e che si chiamerà “Jela bar”
Tunisino d’origine e francese d’adozione, amante della “bella vita” e solare come pochi, oltre che ex-hippie, Claude Challe, 66 anni suonati, è capace di frullare, dietro alla consolle, ogni sua esperienza, di vita e musicale, restituendola al pubblico, più o meno scatenato, sotto forma di ascolto, sofisticato e strumentale. Questi ultimi due aggettivi vanno spiegati meglio, perché in essi c’è la chiave del successo di Challe dj: l’ascolto è sofisticato perché Claude è capace di fare sintesi tra loop dub, house, o persino techno, e standard jazz, classici della dance, del rock o del reggae (vedi “Let the music play” di Barry White o “Jamming” di Bob Marley o “Fly me to the moog” di Sinatra), creando alchimie particolarissime e ridando nuova linfa a brani magari dimenticati o magari, per forza di cose, inflazionati.
Un abile mescolatore di generi e suoni e un abile conoscitore dei gusti da club, della vita notturna resa patinata da tutto ciò che le sta attorno e non certo dalla sua figura, spontanea, sanguigna, gaudente, come d’altronde è la sua selezione che, in questa unica data italiana a Matera, ha visto protagonisti di inconsueti mix anche Mina e Peppino Di Capri, veri miti di Challe, e addirittura Toto Cutugno, restituito al pubblico con una versione riveduta e corretta, in chiave molto tribal, della sua “L’italiano”.
Un remix, quest’ultimo, che Challe ha fatto con K’Lid, dj-resident de “Le comptoir” a Marrakech, che si è dilettato in una selezione ben più easy-listening della sua, a chiusura di show. Mentre si attende una nuova uscita di “Selected music for my friends” (altra compilation storica da lui inventata, ndr) Claude Challe sta per dare alle stampe, proprio con K’Lid, un altro disco, “Dancing reprise”.

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>