La “prima volta” di 101 attori italiani

 

Quando si usa l’espressione “prima volta” è facile cadere nel tranello “licenzioso” del pensiero impuro: approcci timidi, amori malcelati, amplessi imbarazzanti, confessioni amichevoli. Bene, sia chiaro, c’è anche altro. Ci sono altre accezioni per questa espressione. Lo dimostra Sergio Fabi, ideatore e animatore del blog Cinemotore, agente cinematografico esperto, che da poco ha pubblicato, per Gremese, “La prima volta (sul set!”, il racconto dell’esordio sulle scene di 101 attori del cinema italiano,da Laura Chiatti a Luca Argentero, da Christian De Sica a Cristiana Capotondi, passando per Checco Zalone, Ricky Memphis, Monica Bellucci e Raul Bova. C’e’ chi è finito ingessato, chi con le orecchie incollate, chi scambiato per elettricista, chi ha inforcato la carrozzella e chi si è dimenticato di togliere la canottiera in una scena di sesso.Ecco perché abbiamo chiesto all’autore di dirci di più:

Sergio, “La prima volta”: un’idea semplice ma originale, divertente e, se vogliamo, per gli aspiranti attori, anche didattica: come nasce?

Il libro nasce dal fatto che ho sempre odiato i virgolettati con cui si riportano le dichiarazioni dei vip, spesso inventate, che si leggono su alcuni settimanali. Allora mi sono detto: perché non dare la parola proprio a loro? Ai veri protagonisti?

Le “prime volte” presenti nel libro sono raccontate dai protagonisti. Tutti amici?

No, non tutti, ma, sai, alla fine il mondo dello spettacolo è un paesino: ci si conosce tutti, anche se non si è amici.

Tra i vari esordi sul set, qual è quello più singolare?

Beh Solfrizzi scambiato per attrezzista non è niente male.

La prefazione del tuo libro è firmata da Carlo Verdone: oltre alla sua prima volta chissà quante ne ha viste lui da regista?Nel testo scrive anche che Asia Argento, al suo debutto con “Perdiamoci di vista”, era ossessionata dall’essere credibile sulla sedia a rotelle…

Infatti, se leggerete la prefazione, Verdone fa un bel regalo, ricordando le donne che sognavano di lavorare con lui e che sono oggi apprezzate da tutti.

Sergio, veniamo ate :dopo l’esperienza nel casting da cui è scaturito il tuo primo libro, ormai sempre più lanciato come scrittore?

Non mi considero uno scrittore, piuttosto vorrei si scrivesse solo la verità, ovunque, perché, come diceva Montanelli,l’unico nostro padrone dovrebbe essere solo il lettore.

E allora parola ai lettori!

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>