La speranza è una vela

«Il 19 luglio del 2000 discussi la tesi di laurea. Ero iscritto a legge. Avevo sempre vissuto l’università come un gioco, un momento di passaggio che mi avrebbe fatto entrare nel mondo dei grandi».

Chi scrive si chiama Andrea Stella e oggi vive su una sedia a rotelle. “Entrando nel mondo dei grandi” si è scontrato con un imprevisto. Il 29 agosto del 2000 è a Miami, per trascorrere una meritata vacanza, il premio per la sua laurea in legge. È ormai notte quando accosta l’auto davanti a un’abitazione di Fort Lauderdale. Scende e suona alla porta. Nessuno apre.

Racconta Andrea: «Ritorno indietro. Tre o quattro persone con una maschera nera sul viso stanno armeggiando attorno all’automobile. Sono lì a tre metri da me. Uno mi guarda, forse mi dice qualcosa. Forse no. Mi blocco, cerco le parole giuste da dire, ma questo spara in rapida successione. Una, due, tre volte».

L’imprevisto è questo. E questo imprevisto gli ha cambiato la vita. Per le lesioni subite in quella sparatoria, oggi vive su una sedia a rotelle. Dopo aver lottato a lungo tra la vita e la morte. Potremmo concludere che a quel giovane che cercava di entrare nel mondo dei grandi è capitato che gli è stata sbattuta la porta in faccia. Ma questa sarebbe una conclusione troppo affrettata.

«Per fortuna» scrive Andrea, «anche dopo l’incidente non ho mai smesso di leggere le riviste di nautica. Nel giugno 2001, il Giornale della Vela uscì con un supplemento dedicato al charter. È li che trovai gli indirizzi e-mail di tutte le società di noleggio imbarcazioni; in Italia sono circa duecento. A tutte inviai il seguente annuncio: “Ho un Grandsoleil 34.1, ma a causa di un incidente sono su una sedia a rotelle e la mia barca non è più adatta. Vorrei noleggiare un’imbarcazione in qualsiasi parte del mondo, e a qualsiasi prezzo, che mi consenta di entrare, muovermi all’interno, andare in cabina e in bagno da solo”. Mi risposero tutti con grande gentilezza, ma con la stessa notizia: purtroppo una barca con quelle caratteristiche non esisteva».

Il velista Giovanni Soldini racconta: «Ho avuto la fortuna di conoscere Andrea qualche anno fa. Ero a Genova col mio trimarano Tim Progetto Italia in occasione della regata Mille Vele. Le nostre barche erano ormeggiate vicine, sembravano parlarsi con le rispettive prue. In qualche modo accomunati dal fatto di navigare su un multiscafo, ci siamo sintonizzati subito sulla stessa lunghezza d’onda. Andrea mi ha invitato a bordo e col suo entusiasmo mi ha spiegato e raccontato il bellissimo progetto che stava per realizzare: compiere un giro d’Italia col suo catamarano dando la possibilità a molti disabili di fare un’esperienza nuova e di imparare ad andare in barca. Ma il vero obiettivo era prepararsi per la traversata dell’Atlantico che avrebbe visto un equipaggio misto di abili e disabili partire da Genova e arrivare a Miami».

Dalle parole di Soldini, dunque, apprendiamo che la barca con le caratteristiche richieste da Andrea Stella finalmente esisteva. E l’aveva costruita proprio Andrea: un bel catamarano completamente accessibile ai disabili. Il 14 ottobre 2004, il catamarano Lo spirito di Stella salpa da Genova per attraversare l’Atlantico fino a Miami. Nel tratto dalle Canarie ad Antigua avrebbe anche preso parte a una regata atlantica, la Rubicon Antigua Challenge.

Andrea e il suo equipaggio lasciano le Canarie a mezzogiorno del 20 novembre. Alle spalle hanno il porto di Lanzarote, davanti il mare aperto dell’oceano Atlantico. Nel suo libro Due ruote sull’oceano, Andrea Stella scrive: «Forse è un’impresa esagerata che ho affrontato con troppa leggerezza. Non avevo calcolato la paura. Sotto coperta sembra che la barca si debba spaccare da un momento all’altro».

Lo spirito di Stella comunque naviga indenne fino alla meta. Il catamarano giunge al traguardo l’8 dicembre. È notte quando arriva ad Antigua e la scena dell’arrivo non si vede bene. Con sorpresa, si accorgono di essere arrivati con un ritardo di appena una manciata di secondi dal terzo piazzamento. Scrive Andrea: «Ieri mattina l’imprendibile Oyster Rose ha tagliato per prima il traguardo. Ma noi siamo a un passo dal podio. Ecco il canale di ingresso. Due luci d’albero davanti a noi. Incredibile siamo arrivati quarti a soli trenta secondi dal terzo e otto minuti dal secondo. Siamo comunque contenti».

La traversata dell’oceano però continua, fino alla destinazione finale che è Miami dove Lo spirito di Stella giunge il 21 dicembre. È la chiusura del cerchio. Andrea è tornato nello stesso punto dove quattro anni prima sembrò che tre pallottole gli avessero spezzato la vita. E ce lo ha portato il suo catamarano per disabili – anzi il “catamarano per tutti”, come direbbe invece Andrea Stella. A ragione, perché a pensarci bene le soluzioni per disabili sono nello stesso tempo soluzioni per tutti. «Quante volte di fronte a una rampa e a tre gradini la gente prende la rampa» osserva Francesco Miotto, ex tecnico collaudatore alla Laverda motociclette che una distrofia muscolare ha privato dell’uso delle gambe.

Spiega, a questo proposito, Andrea: «La vasca idromassaggio è stata inventata da Jacuzzi per risolvere un problema di artrosi giovanile di uno dei suoi figli. Oggi è un oggetto cult, di gran moda e gran comodità. Anche gli SMS dei telefonini hanno delle origini particolari. L’esigenza sociale di permettere anche a una persona sordomuta di comunicare con gli altri ha fatto nascere la possibilità di inviare un messaggio scritto. Oggi il numero dei messaggi supera quello delle chiamate. Per risolvere il problema del pagamento elettronico delle persone ipovedenti è stato indetto un concorso di idee. È nato così il POS, una macchina installata nei negozi in cui si inserisce la propria carta di credito o Bancomat, si digita il codice, si digita l’importo e dando l’ok si dà il via libera all’addebito sul proprio conto corrente. Tutti i tasti sono in braille. Una persona ipovedente può compiere queste operazioni in autonomia, con la certezza di non essere imbrogliato. Ma non è forse uno strumento che utilizziamo molto spesso anche tutti noi che ci vediamo benissimo?»

Anche le imprese di Andrea e del suo catamarano Lo Spirito di Stella devono interessare tutti, non soltanto i disabili. Almeno, tutti coloro che accingendosi ad entrare “nel mondo dei grandi” hanno trovato le porte sbarrate. Purtroppo oggi sono tantissimi. Dovremmo pensare più spesso a quello che ha voluto dimostrarci Andrea Stella. Cioè che da una condizione di svantaggio può venir fuori proprio ciò che potrà far compiere all’intera società quel passo in avanti che nessuno avrebbe mai immaginato di poter fare. È sempre stata imprevedibile la vita.

 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>