L’anima acustica dei Subsonica

 

Ha toccato anche Matera, con la penultima delle undici date in cartellone, tutte in teatri della Provincia italiana, il tour acustico dei Subsonica. La band torinese si è esibita venerdì 9 dicembre al Teatro Duni presentandosi e raccontandosi al pubblico in una veste inedita, lontana da quella adrenalinica ed elettrorock dei Palasport invernali e delle arene estive dove negli ultimi mesi, tra un sold-out e l’altro, ha fatto ballare l’Italia intera.

Nelle platee e nelle gallerie dei teatri, invece, l’atmosfera è cambiata: si è fatta raccolta, intima, e ha permesso a Samuel, Max, Boosta, Ninja e Vicio di assecondare maggiormente quelle tendenze melodiche che comunque caratterizzano i Subsonica anche nei brani più rock. Un tappeto fatto di suoni ricercati e fortemente evocativi – acustici sì ma non del tutto, visti i loop e l’effettistica utilizzati con approccio minimale – che è il substrato onnipresente nei loro brani, dal più potente al più acustico, appunto. Un’autorialità che è un vero e proprio marchio di fabbrica che i Subsonica, dal palco della decina di teatri italiani dove si sono esibiti in questa veste, hanno messo in evidenza con altrettanta disinvoltura, con eleganza nello stile e nel riarrangiamento, regalando anche ai fan aneddoti e chicche legate all’origine delle canzoni.

Quasi un’autobiografia work in progress, scritta sulle tavole di Stefano Giorgi, l’artista contemporaneo torinese che li ha accompagnati per tutto il tour per disegnare in tempo reale, durante il concerto, tra tecnologia ed estro, i fondali dello show, adeguandoli alle atmosfere e alle trame dei singoli brani eseguiti.

E così, lontani dagli strobo e dai megawatt, con un bicchiere di vino piuttosto che una Red Bull tra le mani, la band si è dimostrata ancor più matura di quanto già non avesse fatto, una delle poche realtà italiane mainstream capace di percorrere sentieri musicali diversi, più di respiro europeo e dalla matrice più ricercata. Un ottimo modo per celebrare 15 anni di carriera fatti di successi crescenti e meritati, di scelte a volte coraggiose e impopolari, ma sempre diverse, non ultima quella di presentarsi ai fan in set acustico mettendosi alla prova.

Ma la maturità si sente, tanto sul piano umano quanto su quello musicale, permeando come una delle tante emozioni che i Subs sono capaci di suscitare, le canzoni in scaletta nelle oltre due ore di concerto, singoli e cavalli di battaglia sicuramente (“Tutti i miei sbagli”, “Incantevole”, “Albascura”, “Quando”, “Istrice” o “Discolabirinto”), ma soprattutto quelle del repertorio minore, tra gli esordi del disco omonimo (“Preso blu” “Istantanee”, “Giungla Nord”), le ghost-track (“Corpo celeste”) e i B-side “Albascura”, “Angeles” di Elliot Smith, “Coriandoli a Natale”) o gli episodi più melodici e minimali (“Strade”, “Lasciati”, “Stagno”). Una tantum, un esperimento detto e fatto per il momento destinato a rimanere tale, cui seguirà presto un altro tour nei palasport italiani ed anche esteri, l’Istantanee tour, che celebrerà il quindicesimo anniversario dei Subsonica, “una band sul procinto di sciogliersi alla fine di ogni tour” – come simpaticamente ha affermato Boosta dai palchi di questo tour acustico appena conclusosi – ma che puntualmente ritorna a farsi sentire, di disco in disco, facendosi scoprire ogni volta per una sfaccettatura in più. Per fortuna.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>