Le avventure di Padre Zero

Me lo ricordo Renato Zero sculettare e saltellare in televisione con una tuta aderentissima ed un triangolo catarifrangente sul petto come una sorta di Superman anoressico ed ambiguo. Cantava una irresistibile canzone che aveva come titolo proprio il nome di quella forma geometrica. Una canzone che scandalizzò molti per i suoi ammiccamenti sessuali.

Il brano è contenuto in “Zerolandia”, credo il quarto del cantautore romano. Non sono mai stato un sorcino, vi anticipo, per cui non sarò molto dettagliato, né ho intenzione di peregrinare su Wikipedia. Certamente quel disco lancia Zero alla ribalta di una vasta platea. L’album contiene, oltre alla celebre “Triangolo”, anche “La favola mia”, “Sogni di latta” e “Sesso o esse”(1). Insomma, diverse canzoni che diventeranno “cavalli di battaglia” del suo repertorio. Seguirà la consacrazione con il disco successivo: “Erozero” quello de “Il carrozzone” per intenderci.

Renato Zero, da molti anni a questa parte, ha deposto il suo scintillante guardaroba a favore di una tenuta a dir poco sobria e la sua chioma riccioluta ha lasciato il posto ad una specie di caschetto. Questa uniforme, quasi da prete, è una scelta corretta (vista l’età) e a mio avviso, profondamente coerente. Zero, suscitò nell’Italia del tempo, un grande scalpore per il modo di proporsi sulla scena, mutuato, anche con un certo ritardo dal Glam rock ma anche dalla teatralità di artisti come Peter Gabriel, nel periodo Genesis. Ma dietro le pailette e i lustrini si nascondeva, sin dalla prima ora, uno degli autori più moralisti del panorama musicale. Se analizziamo i suoi testi, anche quelli più apparentemente sovversivi, ci accorgiamo che sono veri e propri sermoni degni di Comunione e liberazione. Alcuni rapidi esempi, proprio da quello “Zerolandia” di cui parlavamo. Cito, in successione, alcuni versi, senza neanche specificare da quali specifiche canzoni siano tratti:

“E dimentichi il mondo con la sua follia!  Tutto quello che c’è fuori rimane dov’è, Tu sorridi, tu canti, tu piangi con me…”;

“Se la mente intatta E’ quella mia, O il prodotto di una batteria… Dipingi un cielo che non sa, Che cosa è la radioattività… “;

“E’ vero, Che ti sai dare, l’amore, non e’ godere! l’amore non e’ un affare! Non e’ un modo di dire l’amore… l’amore non e’ solo… Sesso! “(2)

“Anche se come te, sbagliamo! Una guerra senza eroi… Combatteremo il buio, anche per voi! Dateci un volto! Dateci un nome!!! Non lasciateci morire!!! Una guerra senza eroi…
Per questa assurda guerra, In prima linea noi…”

“ Lascia ai mercanti, senza Dio, quell’oncia in più d’oblio… Sicari, Vampiri, Di cui, non puoi far senza… Si vende, La morte A un grammo la coscienza!”

Come si evince da questi frammenti, dietro la maschera (parafrasando una sua canzone) dissacratoria del cantante, si nasconde un rigoroso insegnante di comportamenti morali. Un “diverso” che paradossalmente vorrebbe uniformare e redimere tutti. In questo senso, uno tra i più reazionari cantautori italiani a dispetto della sua eccentrica messa in scena.

Ed è proprio nel dispensare queste novelle morali, quasi evangeliche, che Zero stabilisce con i propri fans (i famigerati “Sorcini”) un rapporto tutto particolare rispetto agli altri protagonisti della musica leggera italiana. Un rapporto viscerale, direi di proselitismo. Trovo, quindi, e concludo, assolutamente coerente che oggi Renato Zero, con la maturità,  sia diventato definitivamente, anche da un punto di vista visivo, una sorta di parroco. Personalmente, l’ho sempre trovato un artista di buon valore, e credo abbia scritto nel passato alcune splendide canzoni ma non ho mai aderito alla sua Chiesa laica. Gli italiani dell’epoca si scandalizzarono per il personaggio di Zero e le sue canzoni, senza accorgersi che i suoi versi irriverenti erano, in realtà, solo prediche. Insomma, la geometria non è un reato, anzi, si insegna a scuola proprio come la religione.

 

1) Anche la scoppiettante ma per certi versi imbarazzante “Sbattiamoci”. Una storiaccia demenziale tra due “gay” di borgata, vagamente isterici.

2) Bisogna riconoscere che gli argomenti trattati, siamo nel 1978, sono ancora molto attuali. Basti pensare agli ultimi disastri nucleari o alla mercificazione del sesso. 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>