Le donne di John Romita

 

Sono sempre stato attratto dalle facce. Si potrebbe pensare sia una deformazione che deriva dalla mia attività di cineasta. Non è cosi’. L’origine di questo mio scrutare il volto dei mie simili, è il fumetto. Ogni persona, sembra disegnata da un particolare autore ed il mio vezzo è scoprire quale. Rilevo che le persone che conosco o che incrocio per strada, insomma, tutte, appartengano a delle macrofamiglie attribuibili alle matite di specifici autori. Spesso vado a mangiare la pizza in un locale gestito da una famiglia disegnata da Uderzo (1) oppure mi ritrovo ad una riunione di lavoro circondato da personaggi di Jacovitti. Ieri, al bar, ho preso il caffè con un signore disegnato da Bonvi.

Non vi è nulla di “lombrosiano” in questa mia ricerca. La fisiognomica peraltro non mi interessa. E’ solo una questione di stile. Scoprire lo stile fumettistico degli esseri umani.

D’altronde, il disegnatore di fumetti fa il percorso al contrario. Quando matura il suo universo di segni, fa riferimento alle persone che lo circondano ed opera delle scelte per creare i suoi simulacri di inchiostro. A me non resta che rovesciare i disegni e scoprire quale prototipo di persona ha influenzato gli autori. Badate bene, la ricerca si può applicare anche su personaggi antropomorfi o altamente stilizzati. Io conosco molti Pippo e incontro spesso uno dei gemelli Dupont (2). L’altro è certamente nato in un’altra città. Sicuramente un giorno si ricongiungeranno.

In tutta la mia vita, purtroppo, non mi è ancora capitato di incontrare una donna di John Romita. Eppure, le origini italiane di questo grande maestro avrebbero dovuto facilitare l’impresa. Romita è stato uno dei grandi maestri del fumetto americano. La sua carriera è legata indissolubilmente al personaggio dell’Uomo ragno. Con Romita, il tessi ragnatele raggiunge l’apice della sua caratterizzazione formale ed il suo massimo splendore grafico.

Il disegno dell’autore di Brooklyn è quanto di più moderno e vigoroso si fosse mai visto su un comic book. La compiutezza assoluta dei disegni di Romita, spazzarono via, in un attimo, tutto l’immaginario retrò del fumetto popolare (pulp) da cui l’universo dei Super eroi derivava.

Ma al di la delle anatomie perfette del muscoloso eroe e dei suoi pittoreschi nemici, Romita si concentra particolarmente sulle presenze femminili della saga dell’Uomo ragno e ci regala due tra le donne più belle e sexy della storia del fumetto: La rossa Mary Jane (3) e la bionda Gwen Stacy. Romita le disegna con grande passione, dedica loro le attenzioni di uno stilista verso le proprie modelle o di un regista alle prese con due Dive, consapevole di far sognare migliaia di lettori.

Il volto ed il corpo di queste sinuose protagoniste sono una esplosione di Glamour, tra una scazzottata e l’altra, del diligente Supereroe. Rispetto allo schema piuttosto conservatore del bene contro il male, queste “eroine”, sono i personaggi più moderni ed anticonformisti della serie a fumetti. Lo stile di Romita, che include una matrice “disneyana” per la sua perfezione estetica, ci dona due versioni mozzafiato di “Biancaneve” (la rossa) e della “Bella addormentata nel bosco” (la bionda, che guarda caso, si addormenterà per sempre).(4)

Concludendo, e tornando alla premessa di questo articolo, attendo, da oltre trent’anni, di incontrare una donna di John Romita. Sono rare, forse, modelli di bellezza superati, ma esistono certamente. Come è vero che esiste questa ragazza disegnata da Manara, davanti a me, in fila all’ufficio postale. Solo che, a me, Manara, non mi fa nessun effetto. Io voglio Mary Jane.

 

(1) Disegnatore di Asterix

(2) I gemelli Dupont sono personaggi da Tin Tin del belga Hergé. Trattasi di due investigatori perfettamente uguali e quasi sincronizzati.

(3) Fidanzata di Peter Parker.

(4) Gwen Stacy morirà per mano del Goblin.

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>