Le “Generazioni” di Umberto Palazzo

Avete presente un faro? Che rispondiate no e’ davvero difficile, persino se non abitate in una località di mare. Ancor prima di rispondere con ovvietà a questa domanda, pero’, e’ l’inconscio a porvene un’altra: cosa c’entrera’ mai Palazzo con un faro?

E’ presto detto e l’identita’, lungi da qualunque intento demenziale, non e’ certamente collegata al fatto che si tratti in entrambi i casi di un elemento urbanistico. Il faro, nell’immaginario poco sofisticato di chi scrive, e’ un emblema del punto di riferimento. Da sempre estraneo alla massa perche’ defilato sulle estremità dei lidi lambiti dal mare, il faro, con i suoi suoni e le sue luci si e’ sempre caricato della responsabilità di fare da avamposto, sempre attivo ma col suo linguaggio, scarno ma efficace, funzionale a più scopi, da quello elementare di segnalare la terraferma ai naviganti e quello meno evidente e più intimo di ispirare artisti e nottambuli, di rendersi quasi misterioso quanto immutabile nel tempo, pur non disdegnando la contemporaneità con le sue tecnologie automatizzate sostituitesi all’uomo.

Ecco meglio chiarita l’identità di cui sopra: Umberto Palazzo con la musica in Italia ha fatto e fa lo stesso, perseverando nell’attitudine e nella cultura indie (quelle vere e non indotte dal mercato), rifuggendo il successo con meticolosità e sperimentando con caparbietà, restando così un punto di riferimento, e qui ritorna il faro, per generazioni e generazioni, con discrezione, in silenzio, e con assoluta dignità artistica.

E non a caso, “Generazioni” e’ anche il titolo di un disco tributo ai trent’anni in musica dell’iniziatore dei Massimo volume, fondatore del Santo Niente che oggi convive col side-project

El Santo Nada, pubblicato da Disco Dada record, su un’iniziativa di Marco Gargiulo della webzine MagMusic.

Un lavoro non facile per un ragazzo di appena ventun anni che ha fatto tutto di nascosto dal destinatario, coinvolgendo sedici nomi del filone alternativo-indipendente della Penisola per una sorta di “Paese e’ reale” monografico assolutamente riuscito, a giudicare già dal primo ascolto.

Ognuno dei sedici, in gran parte band e un paio di solisti, ha reinterpretato a proprio modo alcuni dei brani più significativi del Santo Niente, attingendo dalla sua discografia non vasta ma proprio per questo ancor piu’ pietra miliare del post-punk e del post-grunge italiano.

Un omaggio evidentemente sentito fin dalle intenzioni da parte di giovani e giovanissimi artisti, alcuni persino bambini all’epoca del primo Palazzo, che testimonia quanto questo autore sia seminale per il panorama musicale italiano del genere. E la presenza, a mo’ di “pater familias”, di Giorgio Canali, tra l’altro, la dice tutta.

Il disco esce oggi, in occasione del compleanno di Umberto Palazzo e non poteva festeggiarlo in modo migliore.

La tracklist di “Generazioni”:

01. Simona Gretchen & La mela e Newton – Junkie
02. Giorgio Canali & Rossofuoco – Luna viola
03. Ilenia Volpe – Fiction
04. Tying Tiffany – È aria
05. Lilies on Mars – Il posto delle cose da non trovare
06. Zippo – Cuore di puttana
07. Luminal – Prima della caduta
08. Veracrash – Generazioni
09. Marco Campitelli (The Marigold) – Quando?
10. Spiral69 – Elvira
11. Nevica su quattropuntozero – Elettricità
12. Motel 20099 – Angelo nero
13. Kitsch & Micol Martinez – Divora
14. C. F. F. e il Nomade Venerabile – Santuario
15. Katrina Saviors – L’attesa
16. Devocka – Maelstrom

 

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.