Le nuove esperienze sul vuoto di Lele Battista

 

 

Sul finire del 2010 è uscito il nuovo disco di Lele Battista, dal titolo “Nuove esperienze sul vuoto”, per la Mescal con distribuzione Universal. L’album, per usare un termine anacronistico, segue il disco d’esordio del 2008, intitolato “Le ombre”, un gioiello che consigliamo ai tanti distratti di recuperare e scoprire. Per dovere di cronaca ricordiamo che Lele Battista è stato il leader di una delle band italiane più misconosciute della musica pop-rock italiana, La Sintesi. Band che ci regalò due splendidi dischi tra la fine dei novanta e l’inizio del secolo successivo. Ma torniamo alle nuove esperienze. 12 canzoni scritte e prodotte da Lele con Giorgio Mastrocola (un ex-Sintesi anche lui). Tra gli ospiti, in fase produttiva o artistica: Megahertz, Elisabetta Molica e Mauro Ermanno Giovanardi. Il disco, a modesto avviso di chi scrive, è il migliore tra gli italiani del 2010. Una alchimia perfetta e moderna tra pop, canzone d’autore e aspirazioni commerciali. L’elemento, non trascurabile, che colpisce nel segno sopra ogni cosa è la qualità dei testi. In questo lavoro, più che in precedenza, Lele Battista dimostra una capacità speculativa e filosofica non indifferente. Ogni testo è un piccolo canto esistenzialista che induce alla riflessione con una cura della parola, come dire, poetica. Sia chiaro, senza che la canzone perda in alcun modo freschezza e dinamicità. Le influenze new wave o meglio dire cold wave, che hanno caratterizzato ogni progetto del cantautore milanese, sono ancora presenti ma trasfigurate da una produzione contemporanea e sofisticata. Inutile citare le singole canzoni ma permettetemene un paio. “Profondamente dentro”, la canzone che dovrebbe cantare Mina, se dimostrasse, lei che può, maggiore attenzione agli autori italiani, e “Le mani”, composta per la colonna sonora del film “Lo stallo” di Silvia Ferreri. Film che ho avuto il privilegio di scrivere ed interpretare. Per concludere, consigliamo l’acquisto o perlomeno la conoscenza di questo splendido disco. Un viaggio quasi autobiografico che l’autore mette in musica ma nel quale è facile riconoscersi completamente. Come accade a volte nella letteratura. E nella musica.

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.