L’era atomica

 

La letteratura di fantascienza è complessa e ricca di sfaccettature più di ogni altra. Difficile definirla o circoscriverla. Lo scrittore di Science Fiction sprigiona, a volte con ingenuità ed evidenti limiti stilistici, la propria fantasia. Arduo catalogare tutti i sottogeneri che compongono questo enorme calderone di parole chimeriche. Di certo l’anticipazione scientifica e la vocazione antimilitare sono imprescindibili capisaldi del genere. Che si tratti di un attacco alieno, delle oscure trame di uno scienziato pazzo o di un’intera civiltà impazzita, la fantascienza ha sempre puntato il dito sulla stupidità della guerra.

Ogni autore di fantascienza crea le proprie utopie o distopie al fine di indicarci la strada verso un mondo perfetto o quanto meno migliore. In tal senso la ScienceFiction è il genere più pervicacemente politico e metaforico che esista. Gli appassionati del genere, credo, la  amino proprio per questa connotazione rivoluzionaria. La si può considerare la letteratura di evasione per eccellenza. Una fuga, intesa non come leggerezza e distacco momentaneo dalla monotonia della quotidianità, ma evasione totale, nel tempo e nello spazio, dalla follia del mondo.

Sempre divisa tra la fascinazione e l’orrore di una civiltà ultra meccanica, la fantascienza ha sempre cercato di anticipare gli sviluppi tecnologici e spesso, ci è riuscita. Non mi meraviglierei se in un racconto degli anni ’50 ci fosse un proto I-phone.

La rappresentazione fantascientifica, soprattutto americana, non si limita ad auspicare la pace. Ci spiega anche come vincerle, le guerre. Quando la libertà è minacciata, l’umanità scopre la propria forza e coesione e riesce a debellare qualunque minaccia. Con sciovinista ardore, gli umani tra tante difficoltà, ristabiliscono il loro primato di razza superiore tra le galassie. Anche se, nella Guerra dei mondi, archetipo del romanzo di invasione, è un microbo e non certo l’uomo, a spazzare via i marziani dalla Terra.

La tragedia di Hiroshima ha decretato un momento decisivo per il genere. Boris Vian (grande appassionato di Science Fiction) scriveva, con il suo consueto sarcasmo, che la tragedia atomica ha donato alla letteratura di fantascienza una “patente di nobiltà”.

L’atomo è stato da sempre al centro della anticipazione scientifica. Le storiche riviste americane “Amazing stories” o “Fantastic adventures” (per citarne solo due) hanno ospitato decine di racconti che speculavano intorno alle potenzialità distruttive di questo agglomerato di particelle. A tal proposito un illuminante aneddoto.

Nel 1944 su “Astounding Science Fiction”, rivista leader del settore, viene pubblicato un racconto dal titolo Deadline diCleve Cartmill. Passano poche ore dalla pubblicazione e la rivista viene sequestrata dalla polizia. Interviene anche il controspionaggio e il direttore del giornale viene prelevato ed interrogato. Quello che gli Agenti dell’FBI vogliono sapere da lui è come abbiano potuto ricevere in redazione tali informazioni e soprattutto chi gliele abbia fornite.

Campbell (il redattore capo della popolare rivista di Science Fiction) scopre cosi’ che nel racconto Deadline erano descritti con precisione il funzionamento e gli effetti della bomba atomica. A parte qualche dettaglio, come la quantità di uranio utilizzata per l’ordigno.

Nel racconto incriminato si descrive la lotta tra Sixa e Seilla. Leggete al contrario Sixa. Axis, vale a dire l’Asse. Seilla invece diventa Allies, gli alleati. Ancora, nel racconto, la capitale dell’esercito nemico si chiama Nirleq. Invertite nuovamente le lettere e con la sola rotazione della q, l’enigma è risolto: Berlin. Per finire, l’inventore dell’orrendo ordigno è Sitruc…Fate voi il resto.

Il direttore della rivista di fantascienza riusci’ a dimostrare la sua buone fede e il Governo dovette decidere se proseguire nel sequestro del numero o permetterne la pubblicazione. Scelsero la seconda strada, in quanto la prima avrebbe potuto attirare troppo l’attenzione di spie straniere ed aumentarne gli effetti deleteri. Fu cosi’ che gli appassionati lettori americani di fantascienza ebbero il “privilegio” di conoscere Enola gay, con un anno di anticipo rispetto agli abitanti di Hiroshima.

Potere dell’immaginazione e follia dell’uomo. Forse, la fantascienza è questa.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.