L’estate sta finendo

Un termine odioso quasi quanto i neologismi “spaghetteria”, “antipasteria” o ancora “frutteria”, ovvero “divertentismo”, ha marchiato a fuoco imperdonabilmente numerose canzoni italiane degli anni ’80, hit dell’epoca poi dimenticate e dopo rivalutate prima in pista, appunto come classici del “divertentismo”, e poi finalmente apprezzate come sound pop dell’epoca in cui nacquero, qualitativamente superiore rispetto al pop odierno.

Porta rispetto, verso la ragion d’essere sonora e artistica di queste canzoni, Fabio Milella, cantautore e giornalista freelance barese, che ha avuto la felice idea di recuperarle e tirarne fuori un disco, “Elettrottanta”, uscito all’inizio dell’estate col singolo “Che fico”, remake del classico di Pippo Franco che fu anche sigla del 32° Festival di Sanremo.
Insieme a questa, “Elettrottanta” presenta altre 8 cover, rivisitate in chiave elettronica, oltre a un brano inedito, “Dolce stella blu”, scritto e composto dall’artista. Per intenderci, in tracklist c’è “La notte vola” (Lorella Cuccarini), “L’estate sta finendo” (Righeira), “Gianna” (Rino Gaetano), “Cicale”(Heather Parisi), “Cacao meravigliao” (Renzo Arbore), “Balla” (Umberto Balsamo), “Se m’innamoro” (Ricchi e Poveri), “Ballo ballo” (Raffaella Carrà).
Proprio oggi, 7 settembre, prende il via la rotazione radiofonica de “L’estate sta finendo”, il nuovo singolo, visibile anche sui canali ufficiali dell’artista (www.fabiomilella.com – www.facebook.com/fabiomilella.officialwww.youtube.com/fabiomilella).
Girato sulla spiaggia marchigiana di Marina di Campofilone (Fermo), presso lo storico locale Casa de Mar, il video racconta l’amore estivo di due giovani ragazze, protagoniste l’artista moldava Agaphiè e la showgirl brasiliana Luciana Chagas.
Un’uscita mirata, quella di quest’ultimo singolo, che mira a sonorizzare gli ultimi giorni della bella stagione, proprio come fu al loro tempo per i Righeira, autori dell’originale.
Sentendo il disco, ascoltabile su Soundcloud, emerge il fatto che Milella, con “Elettrottanta”, avrebbe sicuramente potuto fare di più, irrobustirlo a livello di suoni e dargli un assetto di corpo più da terzo millennio ma al contempo, va detto per onestà, il suo intento non era questo. “Elettrottanta” risponde infatti alla voglia di rendere omaggio tout-court a quegli anni e ai suoi interpreti musicali, senza stravolgimenti di sorta o re-invenzioni macchinose.
Un inno alla semplicità che va premiato soprattutto per la sua sincerità.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>