Libri low-cost?

 

Ho acquistato un’edizione dell’Utopia di Thomas More in un supermercato, al prezzo scontato di un euro. Anzi, nello stesso volume, con copertina cartonata e plastificata, oltre al suddetto libro di More, era ristampato anche “La Città del Sole” di Campanella – due al prezzo di uno (euro). Queste promozioni, nel tremebondo mondo editoriale, suscitano grandi patemi d’animo. Ebbi l’infelice idea, una volta, di rivelare nel corso di una riunione di editori che la casa editrice di cui allora mi occupavo, aveva messo in vendita un libro al prezzo di copertina di appena 5 euro. Non dico che rischiai il linciaggio fisico, ma da allora gli “editori veri” mi guardano con disprezzo per aver corrotto il mercato. Io non ero per loro che un maldestro editore “della domenica”.

Se la lettura non decolla in Italia è perché abbiamo questa specie di editori. È gente che non vuol guardare in faccia la realtà. Essere editore è per molti soltanto un espediente per farsi una posizione borghese nella società, con un’azienda che fattura quanto un venditore ambulante. Le case editrici della mia regione, tutte insieme, hanno un fatturato inferiore a quello della pizzeria sotto casa mia. Non vivo in una grande regione – d’accordo – ma la cosa significa pur qualcosa. In Italia c’è una sola casa editrice, la Mondadori, che produce utili significativi. Anzi, forse bisognerebbe dire “c’era” come si apprende dalle cronache giudiziarie di questi giorni.

Ma torniamo al tema che fa inorridire gli editori perbene. Ci può essere un’editoria low-cost? È tollerabile un’editoria a basso costo? Dal senato si aspetta il sì definitivo per una legge che fissa al 15% il tetto massimo di sconto per i libri. Sarà illegale vendere libri con uno sconto maggiore. È una fortuna dunque che io sia riuscito ad acquistare l’Utopia di More in tempo utile, prima che siano approvate queste misure “di contenimento”. Le leggi repressive sulla stampa sono tra le più odiose.

C’è però qualche bella notizia. Per esempio, lo scorso anno un gruppo di giovani amici torinesi ha lanciato il Progetto letterario Alga con l’obiettivo di pubblicare titoli di autori esordienti e dando la possibilità di leggere libri di qualità a un “prezzo giusto” (3 euro). I libri sono in vendita in formato sia cartaceo sia elettronico: iPad / Sony Reader (ePub), Amazon Kindle.

Nella collana “Edizione” si propongono ogni anno cinque romanzi inediti in concorso tra loro, pubblicati senza chiedere alcun contributo economico agli autori, mentre solitamente le case editrici addossano le spese sull’autore, specie se esordiente. I libri sono quindi messi in vendita attraverso internet o distribuiti in luoghi dove di solito non si trovano libri, come le pizzerie e i negozi di abbigliamento.

«Il Protetto letterario Alga» dice Alessandro Pradelli, «è una nuova idea di editoria, è una commistione tra una casa editrice e un premio letterario». Ogni lettore vota il libro letto, decidendo così quale dei cinque lavori finalisti è il preferito dal pubblico. Domenica scorsa, 10 luglio, a Torino, dopo che gli organizzatori hanno offerto un gelato ai presenti, è stato proclamato il vincitore della prima edizione del premio: Claudia Manselli, con “Orologiaio”.

Nel primo anno di attività, i libri Alga hanno venduto circa ottomila copie. E per qualche autore esordiente questo piccolo successo potrà rappresentare il passaporto per circolare liberamente nel difficile mondo dell’editoria. Non è poco.

www.premioalga.it

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.