Lura: Viaggio di una notte di mezza estate

Dopo aver toccato il Bel Paese attraverso la produzione italiana dell’ultimo disco, Eclipse, nel 2009, e qualche teatro importante durante la scorsa primavera, per ascoltare ancora Lura occorrerà attendere l’uscita di un nuovo lavoro. Oppure approfittare delle ultime due date europee:  il 16 luglio a Lisbona e chiusura francese prevista il 26 luglio.

Proprio in Francia Lura aveva rilasciato una dichiarazione sull’ultima produzione, l’album in assoluto più apprezzato dell’artista capoverdiana: “Canto le suggestioni di Sao Tiago e Santo Antao, delle isole che sono la terra di mio padre e mia madre. Perché cantare la musica di Capo Verde è la gioia di arrivare a toccare cose sepolte in me che non sospettavo nemmeno di conoscere”.

Se Lura infatti oggi è considerata la vera erede di Cesaria Evora , nonostante tra le due artiste vi siano differenze stilistiche tanto grandi da mantenerle separate in due diversi mondi espressivi, è vero anche che il suo percorso è iniziato per puro gioco. Scrivere ancora della carriera, della voce, dei dischi, delle numerose collaborazioni e degli ancor più numerosi riconoscimenti internazionali di questa grande artista è oggettivamente difficile, senza cadere ancora in ripetizioni e banali constatazioni.

Artista lusofona, sviluppa l’incrocio delle culture portoghesi e capoverdiane. Nata a Lisbona nel 1975 (nello stesso anno dell’indipendenza del suo paese) essa resta profondamente legata alla terra della sua famiglia e alla cultura di Capo Verde. Cresciuta nel quartiere creolo, si forma dunque con i ritmi delle sue isole, ma anche con il pop portoghese, il jazz, la musica africana e quella americana. L’insieme di tutte quest’influenze danno vita a un’energia incredibile.

All’inizio della sua carriera per Lura il giornalista portoghese José Eduardo Agualusa scrisse grandi parole di elogio “A chiunque mi chieda un nome per il futuro della musica di Capo Verde io rispondo senza dubbi, Lura”. Ecco: “Eclipse” è il mantenimento di quella promessa, il fiore finalmente dischiuso in tutto il suo splendore di un’artista che nella sua piena maturità sa offrirci suggestioni densissime, di una bellezza tale quasi da ferire.

A quel tempo la futura cantante passava il suo tempo impegnata a studiare educazione fisica e nella sua attività di nuotatrice. E’ stato grazie al fortunato incontro con Juka, cantante di origine di São Tome e Principe, che Lura ha fatto la sua prima apparizione discografica. “Avevo diciassette anni e pensavo che mi volesse al suo fianco come corista, invece mi propose un duetto. Non avevo mai pensato di fare la cantante ma lui ha insistito ed ora eccomi qua!” ricorda Lura. Il duetto con Juka divenne subito una hit ed altri grandi artisti della scena di Lisbona l’hanno subito chiamata per collaborare, tra questi Tito Paris, Paulo Florès e Paulino Vieira.

Successivamente, Lura è entrata in una compagnia teatrale dove ha incontrato un produttore portoghese che decide di realizzare il suo primo album, un disco dance uscito quando aveva 21 anni. Le canzoni erano un mix di diverse sonorità dallo zouk all’r’n’b, filtrati attaverso la sensibilità tipica di Capo Verde.

I suoi esordi da solista appartengono perciò al filone della musica capoverdiana creola, tradizionale, world ed in oltre dieci anni, la doppia formazione musicale di cui è portatrice contiene in sé la possibilità di affermare una forma creativa indipendente da qualunque altro modello precostituito. In esso si rende attraverso la musica l’atto di vivere ed affermare la libertà di essere se stessi. Da un punto esclusivamente tecnico, probabilmente è questa la motivazione di quel vociferare mediatico per cui sarebbe una discendente della maestra Cesaria Evora. Non credo si debbano perciò cercare motivazioni o elencare oltre qualità particolari di uno spettacolo di questo tipo.

Oggi Lura è armonica, un contralto che mostra una forte compresenza di carattere e delicatezza, un equilibrio solido fatto di grande carica empatica, accompagnata da dedizione ai particolari. In questo atto, lo sforzo non è mai individuabile. La sua personalità è estremamente evidente, invece, in una prosperosa natura e presenza scenica, entro cui, accompagnata da chitarre
acustiche, bassi elettrici, molteplici percussioni e violini, l’esplosione di materna e sensuale femminilità sembra appartenerle più per la terra dalla quale proviene che per genere e la sua musica, viva, una forza proveniente dallo stomaco della terra, può riempire le raccolte di musicofili più appassionati e appassionabili. Eclipse è al momento la punta di diamante di un’originalità difficilmente riscontrabile altrove, così se non sapevate della presenza di Lura in giro per i palcoscenici delle più importanti città italiane fino ad aprile, cercatela ancora dal vivo se in questo momento siete in viaggio. Farsi rapire dal vivo dalla maturità artistica di Lura è ancora più simile ad un volo lungo i continenti e lo è molto di più che nei suoi dischi, registrati tra Bruxelles, Lisbona, Parigi, Capo Verde e Napoli.

Perciò mentre siamo in attesa del nuovo album di Lura, con le ultime notti estive lungo questo viaggio in Europa, abbiamo l’opportunità di rintracciare i percorsi singolari di uno spazio culturale autonomo, che indica anche una possibile soluzione sociale della ricerca della libertà, attraverso la valorizzazione della dimensione dialogica come aspetto centrale dell’esistenza. Un messaggio che potrebbe segnare i nostri viaggi molto più di quanto ci aspettiamo di poter fare, una scelta che ci riporterà a casa con regali differenti di quelli fantasticati fino a poco prima di partire.

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.