Manifesti immaginari

 

Raccontare le potenzialità della comunicazione da una duplice prospettiva, quella del fruitore ultimo del messaggio e quella di chi il messaggio lo deve rendere in modo immediato, sintetico e univoco. E’ questo lo scopo del progetto “Manifesti Immaginari – indicazioni terapeutiche ed effetti collaterali della pubblicità”, curato da Maria Teresa Chidichimo, titolare di “Kidikimo“, studio pubblicitario di Roma, che in questi giorni sta trovando degna ospitalità a Matera, nella galleria Porta Pepice del fotografo Gaetano Plasmati e di Rvm broadcast. Partendo dall’assunto, ormai scontato, che la pubblicità è la forma di comunicazione visiva più compiute, perché sintesi di tutti i linguaggi, e dalla consapevolezza che questa ha una prepotente influenza sulla vita sociale contemporanea, “Manifesti immaginari” vuole sottolineare il rischio che il consumatore subisca una sorta di abbassamento dei livelli di filtro critico nei confronti del messaggio, a causa della continua, costante e martellante esposizione agli stessi. Non c’è spazio e tempo per riflettere, insomma, e diventa sempre più difficile distinguere ciò che vale da ciò che invece è effimero. La Chidichimo coi suoi pannelli esposti anche a Matera porta in scena un’opera di evangelizzazione pop, coloratissima, sarcastica e tagliente, che agisce su due fronti: quello sociale, poiché sottende in modo costante l’invito a un consumo più consapevole e meno da massa che segue il trend, spesso anche inconsapevolmente; e quello artistico, orientato invece a sottolineare il grande impatto che il manifesto in sé, in passato, ha saputo avere sull’arte, con le grandi firme che siglavano pannelli che hanno fatto storia, rispetto allo svilimento cui sempre più spesso, oggi, è soggetto, a causa della frenesia della comunicazione pubblicitaria, agevolata dall’era della digitalizzazione, e di conseguenza della globalizzazione, della grafica. E la Chidichimo centra il suo obiettivo al meglio, dimostrando di saper fare comunicazione, trasferendo al visitatore della mostra, anche quello dall’occhio meno allenato, questi concetti. Un imprinting concettuale a prima vista.

Nella mediagallery vi proponiamo il catalogo video di “Manifesti immaginari”.

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Sono tizio e gestisco f052.it