Mario Bellini. Italian Beauty a Milano

Restano ancora pochi giorni, fino al 19 marzo, per visitare ‘Mario Bellini. Italian Beauty’, la mostra con cui la Triennale di Milano celebra per la prima volta il famoso architetto e designer milanese.

Ed F052, dopo essersi immerso nel mondo multisfaccettato e poliedrico del progettista, ve la racconta.

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Mario Bellini, 82 anni compiuti a febbraio, è considerato, insieme ad altri grandi della sua generazione, uno dei maestri che han reso illustre il design e l’architettura italiana nel mondo.

L’esposizione, curata da Deyan Sudjic, direttore del London Design Museum, in collaborazione con Ermanno Ranzani e Marco Sammicheli, racconta il talento e la creatività di Bellini esattamente a 30 anni di distanza da un’altra importante mostra, quella che il MoMA di New York gli dedicò nel 1987.

Una data significativa nel percorso professionale dell’architetto che negli anni ‘90 decise di occuparsi principalmente di architettura su grande scala, senza, però, mai abbandonare del tutto l’interesse verso il prodotto industriale.

Italian Beauty è una prospettiva, piuttosto che una retrospettiva, come definisce lo stesso Bellini, a 360 gradi sul suo lavoro e il suo pensiero dalle origini fino ai progetti futuri, raccontati attraverso immagini, filmati, oggetti e modellini.

Un percorso aperto e trasversale degli oltre sessant’anni di carriera e di successi dal micro al macro, dagli oggetti di arredo con cui l’architetto si è aggiudicato ben 8 compassi d’oro, fino ai grandi edifici e ai progetti di disegno urbano realizzati in tutto il mondo.

L’allestimento è stato curato dello stesso Mario Bellini che ha sempre mostrato una spiccata abilità e passione nel mettere in scena mostre ed allestimenti sia architettonici che di arte.

Una grande parete di 25 m di lunghezza per 6 m di altezza accoglie il visitatore nell’atrio della Triennale che, come una wunderkammer (stanze delle meraviglie), mette in mostra modelli di architettura, arredi, foto che riassumono in un colpo d’occhio l’intera esposizione.

All’interno dell’imponente portale/biblioteca una galleria di specchi si snoda per più di 100 m come un grande caleidoscopio per raccontare il Bellini-designer attraverso pezzi di arredo disegnati per le più grandi aziende di settore, macchine, citazioni sulle pareti ed oltre 300 immagini appese al soffitto.

Nelle quattro stanze tematiche e nella Piazza centrale che si affacciano lungo il percorso, si possono ammirare, invece, le grandi architetture internazionali del maestro meneghino proposte attraverso video su maxi-schermi, disegni, tavole e maquette.

Infine, la mostra si conclude con una sezione intitolata “Next”, una carrellata dei principali progetti in corso come quelli che saranno presentati al prossimo Salone del Mobile di Milano o i cantieri romani che l’architetto, Medaglia d’oro alla Carriera per l’Architettura nel 2015, inaugurerà nel 2017: il Museo del Foro “Antiquarium” e il nuovo terminal di Fiumicino.

Un’anteprima dei propri lavori, insomma, con cui Bellini saluta il visitatore e lancia uno sguardo al futuro come a dire: the show must go on.

Autore: Veronica Volta.