Mondo cinico

 “Tra i contemporanei, salvo Cipri’ e Maresco: degradazione della materia, immagini che non sono immagini, il sonoro che non è sonoro”.

Basterebbe questo attestato di stima da parte di Carmelo Bene per attribuire ai due cineasti siciliani la patente di grandi Maestri. Carmelo Bene non ha mai nascosto il suo rancore intellettuale verso la settima arte (1) non riconoscendole la profondità delle altre forme artistiche. Secondo Bene, che pure il cinema lo ha fatto, cercando di scardinarne i meccanismi, la cinematografia è nel migliore dei casi, uno scimmiottamento della letteratura. Ecco perché le sue parole lusinghiere sugli autori di Cinico tv sono importanti.

A colmare una lacuna che stava diventando imperdonabile, la Cineteca di Bologna ha pubblicato il primo volume della serie “Cinico Tv” nella collana “Il cinema ritrovato”. L’ elegante cofanetto, composto da un libro ed un dvd, per la prima volta, ci ripropone la mitica serie di Rai tre (2) che tanto scandalizzò gli intorpiditi spettatori italiani. Nel disco e nel libro, oltre agli splendidi, apocalittici sketches, un nutrito numero di interventi da parte di eminenti critici, autori televisivi e registi.

I due autori siciliani, oggi separatisi, come accadde ai loro beniamini e conterranei Franchi e Ingrassia (3), hanno dimostrato di essere tra i pochissimi autori del nostro cinema. Forse gli ultimi. Partendo da Pasolini e Fellini (quest’ultimo soprattutto nel loro ultimo film per il cinema “Il ritorno di Cagliostro”) Cipri’ e Maresco hanno poi trovato una strada molto personale e definita. Definitiva, aggiungerei. Il loro cinema cosi’ estremo conteneva sin dalla propria nascita un ineluttabile senso della fine e della morte, anche produttiva.

Tra i grandi registi nella storia del cinema,  ci sono quelli che hanno lavorato sul linguaggio del mezzo ( da Ä–jzenštejn a Godard), altri che hanno sperimentato sull’ aspetto filosofico o tecnico ( Bunuel, Kubrick, Lynch) e chi è riuscito a creare dei mondi che non esistevano prima. Questo Big Bang dell’immaginario è riuscito davvero a pochi. Se Fellini è l’esempio perfetto per incarnare questa creatività incondizionata e volontà registica (soprattutto volontà, forse anche pigrizia, successivamente), Cipri’ e Maresco ne sono stati gli unici eredi. Il teatro dove si svolge la loro rappresentazione del mondo è totalmente progettato da loro, sia dal punto di vista letterario che da quello della messa in scena (ambientazioni e la straordinaria fotografia). Nessuno come loro ha saputo raccontare nel cinema la condizione umana in uno dei suoi aspetti più tragici ed essenziali: la brutalità. Il cinismo (nel quale si nasconde una autentica pietas) è la chiave, forse l’unica,  per raccontare questo mondo degradato, senza impazzire e magari ridendone. Mai però un riso liberatorio e che assolve come è sempre stato nella nostra commedia all’italiana. Contrariamente alle maschere “provinciali” della nostra commedia “classica”, i personaggi sublimi quanto borderline di Cinico Tv  sono apparentemente relegati ad una dimensione localizzata (la Sicilia) ma in realtà sono raffigurazioni universali.

La maggior parte degli Italiani, come sempre in ritardo su tutto, trovarono immorali le provocatorie puntate di Cinico Tv e furono pochi quelli che ne colsero la rivoluzionaria forza poetica e direi anche comica. Questo primo volume, edito, ripeto, da Cineteca di Bologna, documenta il periodo che va dall’esordio televisivo nel 1989 al 1992 e costa euro 19.90. Sarebbe, a dir poco cinico, trascurarlo.

 

(1) Ampiamente documentata nella dispensa di recente pubblicata da Minimum Fax dal titolo programmatico:  “Carmelo Bene contro il cinema”.

(2) Superfluo decantare ancora Angelo Guglielmi, illuminato direttore di rete.

(3) A Franchi e Ingrassia, Cipri e Maresco hanno dedicato un film documentario. Devo dire, uno dei meno convincenti della loro filmografia. 

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.