Morte di un genio

 

E’ morto Jean Giraud. Moebius, pseudonimo con il quale è certamente più noto, ha rivoluzionato il mondo del fumetto come pochi altri. Mi vengono in mente, prima di lui Will Eisner e Jack Kirby, ma dopo di lui, sinceramente, nessuno. Difficile immaginare un disegnatore di fumetti che non si sia ispirato in qualche modo al suo poliedrico eppure inconfondibile stile. In Italia ad esempio non avremmo avuto il pur gigantesco Andrea Pazienza, per non parlare di Manara. Ma, questa, forse sarebbe stata una perdita minore.

Moebius rivoluziona il proprio stile intorno agli inizi degli anni ‘70 e lo emancipa da quello classico utilizzato nella gestione della pur gloriosa serie di Blueberry, il cow boy con il volto di Jean Paul Belmondo. La nascita della rivista Metal Hurlant, creata da  lui e da un altro manipolo di grandi autori francesi, cambierà per sempre il mondo del fumetto.

Giraud ha avuto la fortuna di nascere in Francia dove il fumetto è considerato un tassello importante dell’industria culturale e non è un caso che le più alte cariche dello Stato gli abbiano tributato importanti onorificenze, francobollo dedicato incluso. Ma, a parte questa nota, utile solo a riflettere su come invece in Italia venga bistrattata la letteratura disegnata, Moebius, con la sua tecnica ed immaginazione è diventato una star in tutto il mondo. I suoi disegni hanno influenzato, direttamente e indirettamente, anche il mondo del cinema che non ha potuto trascurare un archivio di immagini cosi affascinante e insolito.

All’età di 73 anni si è spento un grande poeta dell’immaginario. Mancherà a tutti, pterodattili inclusi.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.