La donna che non sente la musica di Yukio Mishima

La sala terapeutica del dottor Shiomi è un ambiente asettico e serio, ripulito da stimoli esterni in cui impiegati, segretarie, giocatori di baseball ed entraineuse arrivano per curarsi, confessarsi e talvolta dar sfogo al proprio esibizionismo psichico. Reiko è decisamente bella. Si presenta per la prima volta alla seduta di psicoterapia con indosso un soprabito rosso acceso, forse è incinta, dice di provare nausea, inappetenza e quello che mangia-vomita. Discendente di una ricca famiglia della provincia giapponese prolunga la permanenza a Tokyo per non dover assecondare il desiderio del padre: sposare un cugino di secondo grado.

Dottore perché non sento la musica?

Il dottor Shiomi non realizza immediatamente che la musica di cui parla Reiko non è quella dei dischi, dei 33 giri e delle cassette. Reiko mostra una foto. Il giovane affascinante con la divisa di canottaggio è il suo fidanzato, l’uomo a cui si è concessa volontariamente, si chiama Ryuiki, quello con cui vorrebbe tanto sentire la musica. La musica è l’elegante metafora attraverso cui Reiko svela al dottor Shiomi di non provare alcun piacere nell’atto sessuale, Reiko non sente l’orgasmo, la musica.

Il romanzo Musica, di Yukio Mishima verte su di una storia realmente accaduta, i nomi delle persone coinvolte non sono stati riportati.

Ryuiki ha conosciuto altre donne, fisicamente è molto bello, praticamente perfetto: lei ogni settimana si sdraia sul lettino della terapia del dottor Shiomi e, tra bugie, rimandi onirici, libere associazioni, descrive una serie d’immagini caotiche e contraddittorie. Il toro lanciato diritto verso di lei, le corna che non sono corna, l’immagine di una donna che attirando gli uomini li uccide serrando le gambe come tenaglie, elementi evocativi quanto contraffatti e forse frutto dalla lettura di troppe riviste sulla psicanalisi. I referti medici non hanno trovato nulla che non vada in Reiko, anche se a volte sulla bocca balena un leggero tic, ma Reiko è una donna che emana una potente e oscura malizia, una paziente da cui non aspettarsi necessariamente la verità.

Ci sono le forbici tra le immagini che emergono in sala terapia, Reiko le spiega come strascico di un episodio avvenuto tra coetanei da bambina, e poi c’è il ricordo del deposito a casa di Shun, il cugino-fidanzato a cui è promessa e che le mostrerà qualcosa che Reiko aveva ignorato prima di allora.

C’è anche una giornata di vacanza estiva trascorsa con sua zia, quella stessa notte una figura maschile in calzamaglia s’intrufola nel letto della donna. Ecco il mondo degli adulti, la zia ansima, abbruttita, eccola abbandonarsi a versi che Reiko non sa se interpretare come sofferenza o piacere, lei finge di dormire. Quella scena di facce sudate e animalesche rafforzerà in Reiko un’idea di sesso come un comportamento indecente, volgare, acutizzando la sua orgogliosa moralità votata al raggiungimento del sentimento perfetto.

In un susseguirsi di libere associazioni, Daseinsanalyse, frammenti d’inconscio misti ad eventi reali e sconvolgenti, Reiko lascia trapelare qualcosa che in sede di analisi si trasferisce sul terapeuta trovando in lui la sostituzione del proprio Io, portando il dottor Shiomi nella contraddizione di dover trattare con la razionalità qualcosa di inafferrabile come la mente umana. L’analista diventa il sostituto della colpa del paziente, la figura che l’àncora ad un punto saldo mentre ella esplora il precipizio, attraverso cui ripercorrere la caduta, e che soccorre la volontà quando viene meno.

In Musica, Yukio Mishima affronta l’arrivo della scintilla. Sarà quello il momento che rompe la realtà del paziente obbligandolo all’azione, in cui osceno e sacro si sintetizzano a contatto con la realtà viva e nuda.

Musica

C’interroga sul percorso che precede la scintilla, sull’incapacità di riconoscere e percepire i suoni al di fuori delle frequenze a noi conosciute. La musica è l’armonia, insieme lieve e potente che si genera soltanto quando, consapevoli di tutte le corde, anche le più oscure, corpo e mente entrano in quella frequenza di risonanza di cui l’orgasmo è parte, dove la musica si sente.

Author

<p>Perfetto in niente, capace di tutto. Sambuca: con la mosca.</p>