Mussolini a Matera

 

 

Leggo sulla Stampa del 16 novembre scorso un interessante articolo di Mimmo Franzinelli sulla controversa questione dei Diari di Benito Mussolini di cui è venuto in possesso il senatore Marcello Dell’Utri il quale, oltre a essere noto per il suo ruolo politico e per tante vicende giudiziarie connesse, è anche uno dei massimi bibliofili italiani.

Non sono uno storico. Non ho pertanto competenza per giudicare l’argomento proposto da Franzinelli, quello appunto dell’autenticità dei diari del Duce. Ma mi sento interpellato per due questioni: il fatto di essere di Matera e il fatto di essermi occupato del famoso carteggio Churchill-Mussolini, anche questo contestatissimo, relativamente al processo De Gasperi-Guareschi che ho trattato in una pubblicazione (“Il destino di Giovannino Guareschi”. Altre Muse, 2003).

Non ho titolo per intervenire anche perché non ho avuto la possibilità di consultare direttamente i Diari di Mussolini di cui il senatore Dell’Utri garantisce l’autenticità. Ma c’è un particolare di cui sono venuto a conoscenza e che, credo, basti a fare luce sul fatto che questi diari sono totalmente falsi. Prima di Franzinelli sulla Stampa, della questione se ne era occupato l’Espresso sul cui sito internet ancora oggi si possono leggere delle “Considerazioni su alcuni diari manoscritti attribuiti a Benito Mussolini” di un autorevole perito, lo storico Emilio Gentile.

Tra i vari stralci del documento presi in considerazione da Gentile, c’è quanto annotato nel giorno 27 agosto 1936. In questa pagina del Diario, il Duce riferirebbe del suo viaggio in Lucania e del suo arrivo a Potenza, reduce dal Santuario avellinese di Montevergine. Queste le note attribuite a Mussolini in data 27 agosto: «Sul fianco del ripidissimo costone che precipita nella valle si aprono centinaia di abitazioni troglodite. Siamo indietro almeno di diecimila anni! I vecchi governi anche quando ebbero uomini della Lucania non si occuparono di questa regione che è l’immagine della miseria (…) Il “sasso” dovrà sparire e rimanere soltanto un’attrattiva per turisti».

È evidente, a chiunque conosca sia pur sommariamente la Lucania, che chi scrive questo non può trovarsi a Potenza e che la descrizione si riferisce invece e senza ombra di dubbio alla città di Matera con i suoi antichi rioni dei Sassi. Purtroppo il particolare, che potrebbe essere la prova regina, è sfuggito anche al perito.

Questi Diari di Mussolini, dunque, sono falsi. Ma perché ancora se ne parla? Addirittura, riferisce Franzinelli, a metà novembre, in una casa d’aste di Firenze sono stati battuti dei fogli strappati da questi diari e certificati come “carte autografe non firmate”. La cosa strana, ma fino a un certo punto, è che c’è stato un compratore – a quanto pare un emissario dello stesso Dell’Utri – che ha giocato al rialzo fino ad aggiudicarsi il falso per 2800 euro. Misteri delle case d’asta!

Basti pensare al fatto che questi documenti recavano visibili tracce di bruciature e di acqua, «indizio rivelatore» nota Franzinelli, «poiché al momento dell’irruzione dei carabinieri in casa Panvini – inizi agosto 1957 – la due falsarie bruciarono i manufatti, per eliminare il corpo del reato». Le due falsarie erano Mimì e Rosetta Panvini, madre e figlia, che avrebbero redatto questo falso diario del Duce, del quale seguivano ogni passo attraverso i resoconti della stampa. Ed Emilio Gentile avrebbe scoperto l’evidente derivazione delle notizie riportate nel diario proprio da articoli di alcuni quotidiani, smascherandole per le imprecisioni propalate dai cronisti dell’epoca. Oppure nell’imprecisione a riportare – a copiare – questi resoconti giornalistici. Il caso dei Sassi di Matera sarebbe inoltre doppiamente significativo perché probabilmente si tratterebbe di aver ricopiato, in data 27 agosto 1936, un articolo del Corriere della Sera del successivo 29 agosto – ci troveremmo addirittura in presenza di un caso di preveggenza. Ma – chi lo sa? – potrebbe anche essere che Gentile abbia sbagliato data nella trascrizione sulla sua perizia.

Nella questione dei presunti Diari di Mussolini è tutto un succedersi di imprecisioni su imprecisioni, di falsi su falsi. E Frassinelli non si lascia sfuggire lo strano caso della presenza all’asta fiorentina di Nicole Ciccolo, autrice di un libro in cui aveva sostenuto la falsità dei documenti ma che nel corso dell’asta si è accanita a rilanciare l’offerta per aggiudicarsi i pezzi. Ci può essere qualcuno disposto a sborsare fior di quattrini per aggiudicarsi documenti falsi? La studiosa si è giustificata sostenendo di voler ottenere i documenti per poterne dimostrare la falsità. Sarà. Ma tutto questo potrebbe, in realtà, dimostrare l’impellente bisogno di falsi storici che avrebbe il popolo italiano per potere continuare a prendersi in giro.

Author

<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>