Narciso dilaga

Stagione promozionale al via per gli Uno non basta.

La band è un trio proveniente da Matera ma stabilizzatosi da anni a Roma, (di cui avevamo già parlato qui, e in tempi assolutamente “non sospetti”, ndr) dedito a un electrorock (definizione riduttiva, ndr) potente, sofisticato e mai scontato, che fa da colonna sonora a testi diretti, sfrontati, senza mezzi termini, spesso spietati, indubbiamente originali e dall’attitudine inedita per la musica italiana, anche quella indipendente.

Per ascoltare “Narciso dilaga”, esordio su disco autoprodotto ma con distribuzione Audioglobe, sarà necessario aspettare il 16 novembre, ma intanto la band ha già diffuso il suo “manifesto”.

È la storia di una magnifica ossessione quella degli Uno Non Basta, però a lieto fine: quando “Uno” si accorge che da solo “Non Basta” chiama altri musicisti e diventa una band vera e propria, finendo per incidere un disco fortemente voluto e studiato.

Flashback: Antonio Marcucci, l’Uno di cui sopra, è l’autore dei testi, oltre che voce, chitarra e programmazioni. Sostanzialmente vive per la musica, ne ascolta e ne suona tanta (è anche chitarrista e co-autore ne Le Mani, ndr): «Non sono un cantante, canto perché scrivo – dice  sono 15 anni che compongo canzoni e l’ho sempre fatto per qualcun altro, per un interprete. Fino a quando ho iniziato a personalizzare talmente tanto la mia scrittura che l’interprete non era più in grado di cantare quello che scrivevo. Non parlo di un problema meramente tecnico. Scrivevo cose talmente personali che nella bocca di un altro perdevano valore e credibilità. È per questo che sono nati gli Uno Non Basta, perché avevo delle cose da dire e volevo dirle io, senza intermediari. I testi sono la mia valvola di sfogo. A volte parlo di ciò che ho vissuto, altre volte mi limito a descrivere quello vedo, altre ancora fantastico, quasi sempre ce l’ho a morte con qualcuno». Antonio, come tiene a specificare, vive fuori Roma, «completamente solo da 4 anni», e si divide tra casa e studio, in cui nascono al computer i provini del gruppo, ossature da cui poi prendono vita le canzoni vere e proprie. Proprio le nuove tecnologie stanno alla base dei pezzi («So che in tanti esaltano la composizione “naturale”, ossia pianoforte e voce o chitarra e voce; io invece ne avevo le palle piene e il computer mi ha aperto un mondo. Mi ha dato la possibilità di metter su la bozza di una canzone nel giro di poche ore e di poter interagire con tutti gli strumenti in maniera immediata e iniziare subito a curare la canzone nei dettagli») e raccontano di un lungo elenco di passioni, che vanno dal metal estremo all’elettronica, passando per il pop, il rock e la musica classica.

L’incontro con Nico Di Marzio (batteria) e Domenico Ragone (basso) – ma la famiglia comprende anche Alex Di Nunzio, in qualità di produttore artistico ed esecutivo, e il manager Domenico Bruno – è fondamentale per la nascita del progetto Uno Non Basta. Grazie al loro apporto, i provini realizzati da Antonio in solitaria possono finalmente trasformarsi in canzoni compiute, con un lungo lavoro di gruppo in cui ognuno aggiunge suggerimenti e sensazioni personali. Le lunghe ore passate in sala prove ad affinare i pezzi hanno portato alla composizione e realizzazione diNarciso Dilaga, registrato all’NMG Recording Studio di Palestrina, di proprietà dello stesso Di Nunzio. «Lo abbiamo chiamato così, come la canzone all’interno, per invitare la gente a riflettere su se stessa e sui propri sentimenti e a evitare il rischio di perdersi davanti a uno specchio, vittime delle apparenze. La bellezza a tutti i costi, l’ostentazione, il voler primeggiare, il non poter sbagliare, la competizione infinita, il desiderio d’immortalità… Questa è vita sottoposta a continua tortura e il nostro disco potrebbe essere una sorta di via di fuga dagli aguzzini». Il risultato, come detto, è un album duro come una corazza, che sfrutta alla perfezione la lezione sempre valida di Trent Reznor: scrivere, cantare e suonare in maniera scomoda, ma con l’appeal giusto per farlo piacere a tutti. Ci riescono con grande classe l’opening-track “Zombie”, “Vi ammiro vi uccido”, “No” e “Parla sempre poco”, che usano un’elettronica molto ruvida come mezzo di comunicazione privilegiato, ma tutti gli episodi di Narciso dilaga suonano perfettamente contemporanei, pur senza perdere di vista influenze illustri. “Rock in electronic”, una definizione che hanno coniato loro stessi, rende l’idea di un sound umano e prettamente rock’n’roll, ma implementato da elettronica, campioni e ritmiche marziali. «Ci piace il rock, dai Sepultura ai Kings Of Leon, e ci piace l’elettronica dagli Air a Skrillex».

Il primo video, diffuso ieri sulla rete di YouTube, è invece tratto da un altro brano “Per due”, l’altra faccia della medaglia della canzone d’amore italiana-tipo. Il clip, tra l’altro, è proprio la traduzione in immagini dell’attitudine degli Uno non basta: estrema e senza fronzoli, mai compiacente.

Loro preferiscono stare scomodi e in piedi nel viaggio verso una notorietà auspicabile ma non cercata a tutti i costi e il video lo dimostra: un’instant-short-movie sulla violenza femminile che continua a fare notizia senza che seguano azioni concrete, una provocazione efficace che, per fortuna, il pubblico sta cogliendo appieno. E voi? Non l’avete ancora visto? Eccolo in mediagallery.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.