No Gainsbourg. No Film.

 

Serge Gainsbourg è stato uno dei più eminenti e illuminanti autori di musica Pop al mondo. La sua fama negli anni è diventata universale. Eccezion fatta per l’Italia. Vi è un nutrito numero di proseliti anche nella nostra penisola ma non sufficientemente numeroso, a quanto pare. Infatti il bel film Gainsbourg, Vie héroïque non è uscito nelle nostre sale.

Da noi Gainsbourg è conosciuto prevalentemente per la pruriginosa (comunque un classico assoluto) “Je t’aime moi non plus”. Stop. La conoscenza media del geniale autore francese si ferma ai sospiri di Jane Birkin (che furono della Bardot nella prima versione della canzone). Ce lo meritiamo! Indagare sul perché l’Italia non abbia approfondito la conoscenza di un tale gigante della musica è cosa complessa. In fin dei conti anche Lucio Battisti non è che a Parigi lo conoscano proprio tutti.

Per cui, inutile distribuire un film, un biopic, su un personaggio che non conosce quasi nessuno. Questo si è pensato e questo è stato.  Un gran peccato perché Gainsbourg, Vie héroïque, diretto da Joan Sfar, è uno dei pochi film biografici (genere insidiosissimo) piuttosto riusciti. Ha contribuito certamente il linguaggio visionario del regista che è soprattutto un acclamato disegnatore di fumetti. Superba, a dire poco, l’interpretazione di Eric Elmosnino, che riesce, come forse mai era accaduto, a sospendere l’incredulità dello spettatore. Dopo qualche attimo lui diventa Gainsbourg e chi guarda dimentica che sta assistendo ad una messa in scena.

Ma quello che rende, più di ogni altra cosa, affascinante questo film è la vita stessa dello chansonnier”. Sproporzionata, erotica ed estrema, profondamente cinematografica. Una sorta di Dott. Jekyll e Mr Hide che si vota all’autodistruzione. Un esempio perfetto di scissione della personalità cosi’ come le sue straordinarie composizioni, sempre divise tra urgenza pop e tradizione “alta”, classica, a volte.

Pochi sono informati su Gainsbourg in Italia, e quindi, niente film. Il biopic è l’unico genere di film la cui distribuzione deve soggiacere ad una regola fondamentale: il personaggio deve essere conosciuto. Il film non ha una sua valenza indipendente (come secondo me dovrebbe essere), ma ha una funzione solo se si è certi che lo spettatore possa ripercorrere la vita di una persona di cui è informato. Quindi, nessuna sfida alla curiosità ed alla scoperta. Bisogna riconoscere, dicono i distributori, non conoscere. Questa aberrante equazione, che in realtà viene applicata quasi sempre nel nostro sistema culturale, trova nel biopic la sua più “logica” compiutezza.

Pazienza. Un’altra occasione persa per colmare questa grave “lacuna musicale” italiana. Superfluo dire che è facilmente reperibile il dvd francese del film. E poi c’è lo streaming.

Ps Se fanno un film su Vasco Rossi, mi trasferisco a Montmartre. 

Ps 2 (non è la Playstation) Ho il privilegio di conoscere tutta la complicatissima discografia di Serge Gainsbourg e mi permetto di consigliare, a quanti ancora non la conoscano, di non indugiare oltre.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.