Omaggio milanese a Pietro Germi

E’ stato uno dei più grandi registi italiani del dopoguerra, tutt’ora citato e ricordato. Pietro Germi fu autore poliedrico, abile nel muoversi con facilità e risultati notevolissimi, anche da attore (come dimenticare “Un maledetto imbroglio”?, ndr), tra i generi più disparati, dal giallo al poliziesco al dramma neorealista, fino alla commedia, mantenendosi sempre fuori dagli schemi e fedele alle sue idee.

La Sala Alda Merini – Spazio Oberdan della Provincia di Milano ospita un omaggio a lui dedicato, organizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale. Trasferitosi da Genova a Roma per frequentare il Centro Sperimentale, Germi avviò la sua carriera accanto ad Alessandro Blasetti, arrivando a dirigere il primo film, “Il testimone”, nel 1945.
Tra i dieci titoli selezionati per la retrospettiva, figurano sicuramente  le sue opere migliori, che lo hanno consacrato a livello internazionale: “Il cammino della speranza” (sa. 30 lug. h 17; gio. 4 ago. h 21), “Divorzio all’italiana”, vincitore dell’Oscar per la miglior sceneggiatura, “Signore e signori” (Palma d’Oro a Cannes) o “Il ferroviere” (Do. 24 lug. h 18.30, Sa. 30 lug. h 19), considerato fra gli ultimi grandi film del Neorealismo italiano.

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