Pasolini e Matera secondo me

“Ma tu vedi sti fiji de na mignotta che ce vengono a buttà davanti a ccasa la monnezza”

Cosi’ dichiara Maria Teresa Lollobrigida (cognome ironicamente importante) in quei primi giorni del novembre 1975. La donna è convinta che si tratti di un sacco della spazzatura. Invece è il corpo di Pier Paolo Pasolini.

Chi scrive questo articolo, e ringrazio anticipatamente quanti avranno la cortesia di leggerlo, è di Matera. Tra Matera, la città dei Sassi (patrimonio mondiale dell’Unesco proprio in virtù di questi straordinari antichi rioni) e il Poeta friulano, c’è un rapporto importante.

I Sassi di Matera sono infatti la location di uno dei suoi film più sinceri e controversi: “il Vangelo secondo Matteo”. Questa sorta di formicaio scoperchiato che sono i Sassi, per la prima volta, diventano la Palestina di Gesù. Nel 1964, quando il film viene girato, questo antico centro storico era un luogo ben diverso da oggi. Erano stati da non molto sfollati e avevano un aspetto affascinante quanto spettrale (1).

Da quel momento, sino ai giorni nostri, i Sassi hanno continuato ad essere lo scenario di numerosi altri film sulla vita di Gesù e dintorni. Fino al famigerato “ Passion” di Mel Gibson che con il suo successo planetario ha reso la città di pietra lucana un luogo di grande notorietà. Solo per la cronaca (la mia) trattasi del film più furbo quanto inconsistente della storia del cinema. Il paradosso vuole che il film di Pasolini sulla vita di Gesù suscitò aspri dibattiti mentre quello di Gibson è stato molto amato dalla Chiesa. Cortocircuiti tra vilipendo alla religione e vilipendio all’intelligenza.

Insomma, Pier Paolo Pasolini, a Matera è di casa. E’ un nome che spunta frequentemente sulla bocca di tutti, su quella dei soliti 4 pseudo intellettuali di provincia e su quella della gente del “popolo”, oggi troppo massificata per essere ancora amata dal regista, se fosse tra noi. Le imprese cinematografiche del Poeta sul suolo materano sono una medaglia che si espone ancora (drammaticamente meno di quella di Gibson) e di cui ci si fa vanto. Ma in realtà è soltanto un vezzo. Nulla si compie concretamente per conoscere questo straordinario personaggio che ha calpestato le nostre “chianche”(2) alla ricerca del proprio Cristo. (che per altri versi “si è fermato a Eboli”).

Insegnare Pasolini sarebbe il miglior dono che si possa regalare ad una comunità che lo ha ospitato, ma questo non avviene, se non sporadicamente, magari attraverso una mostra fotografica, ovviamente di quel glorioso set del ’64. Troppo poco e limitativo.  Conoscere Pasolini è una delle esperienze più sconcertanti e illuminanti che si possano fare. La sua intelligenza e sensibilità è una guida che spesso ci conduce nel cuore di un abisso senza via di uscita ma che ci fa riflettere profondamente e ci aiuta a comprendere la natura del nostro fallimento.

Tutte le anime di Matera, la Palestina del Gesù di Pasolini, dovrebbero conoscere l’opera del Poeta in tutti i suoi aspetti e non fermarsi ad uno sterile senso di appartenenza di facciata e di ignorante vanità. Essere parte della storia di questo geniale osservatore dell’umanità ci impone di approfondirne la consapevolezza e di metterla a disposizione di tutti. Altrimenti, come la signora Maria Teresa Lollobrigida, che per prima scopre il corpo martoriato dello scrittore, finiremo per confonderlo con un mucchio di immondizia.

 

  • (1) A mio avviso sono ancora più spettrali adesso, ma questa analisi merita un articolo a parte che non escludo di scrivere.
  • (2) Caratteristica pavimentazione dei Sassi. 

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.