PE PE PE PETROLIO

 

Voglio chiedere pubblicamente scusa a Rocco Papaleo per aver condiviso sulla bacheca di Facebook le critiche che gli sono rivolte in questo momento per lo spot pubblicitario in favore di una compagnia petrolifera. Critiche che per essere state condivise da un certo numero di persone ha assunto le proporzioni di una vasta protesta.

Non mi è mai piaciuto far parte di movimenti di protesta, per quella componente di irrazionalità che inevitabilmente si inserisce in questi movimenti e che mi ha sempre terrorizzato. Ritiro perciò le mie critiche a Papaleo, al quale va tutta la comprensione che si deve a chi fa semplicemente il proprio mestiere. E tra le “mansioni” del mestiere dell’attore rientra anche quella di fare pubblicità.

Forse il nostro Rocco nazionale non si è reso conto degli enormi interessi che giravano attorno a questo spot pubblicitario. Le compagnie petrolifere sono perfettamente consapevoli di essere finite pericolosamente nell’occhio del ciclone, sono perfettamente consapevoli che il prezzo della benzina è diventato in Italia uno scandalo enorme. Chi non si rende conto di cosa significa un prezzo della benzina così alto? Di cosa significa, soprattutto per le famiglie italiane, che un litro di benzina costa quasi il doppio del litro di latte che si compra per la colazione dei propri figli? Può l’automobile avere più valore dei propri figli?

Rocco Papaleo, evidentemente, non si è reso conto del valore altamente simbolico di tutto ciò. Ha accettato, in cambio di un certo compenso, di fare il testimonial di una campagna pubblicitaria. Ha accettato in sostanza la logica delle compagnie petrolifere, una logica che come lucano Papaleo conosce benissimo: pagare con misere royalty qualcosa che ha invece un prezzo altissimo.

Con quella campagna pubblicitaria, quella compagnia petrolifera ha voluto utilizzare l’immagine di Papaleo per saldare un debito enorme che ha con i consumatori. Pagando però un prezzo troppo basso. Ancora una volta è riuscita a cavarsela con il trucco delle “royalties lucane” – e non a caso è stato scelto un testimonial lucano.

Ma, evidentemente, il problema non è Rocco Papaleo. Anzi, dal momento che a Papaleo è stato assegnato questo ruolo di testimonal, forse egli sarebbe nelle condizioni migliori per chiedere alle compagnie di sanare queste contraddizioni della miseria delle royalties versate per le estrazioni petrolifere, dello scandalo del prezzo della benzina pagato alla pompa e della conseguente, inaudita sproporzione tra royalties e prezzo alla pompa. Papaleo riuscirebbe a fare, con questo, ciò che i nostri politici non sono riusciti a fare e forse non intendono fare. Potrebbe, se è consentito avanzare una proposta del genere dalle colonne di F052, spingere le compagnie petrolifere a fare ricorso contro la sentenza del TAR del Lazio che – dopo il danno, la beffa – priva la Basilicata di Papaleo di buona parte delle royalties che le compagnie si erano impegnate a versare. Facendo – anche in questo caso – ciò che i politici, “in tutt’altre faccende affaccendati”, non mostrano di essere interessati a fare.

Più che una campagna pubblicitaria, sono queste le cose che gioverebbero alla Basilicata. A tutta la Basilicata. Coastto coast.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.