Per un pugno di arance

Quando si chiede ad Ennio Morricone, in qualunque intervista da lui rilasciata, se ha rimpianti per colonne sonore non realizzate, il Maestro, puntualmente risponde di averne uno: Arancia meccanica. Il compositore romano, già dalla metà degli anni sessanta, vale a dire dall’inizio della sua collaborazione con Sergio Leone, è guardato, anzi ascoltato con grande interesse e curiosità in tutto il mondo. Col passare degli anni, questa attenzione diventerà un culto. Le sue colonne sonore per gli spaghetti-western, ricche di invenzioni e contaminazioni sonore piuttosto ardite per il genere, lo rendono presto uno dei più richiesti compositori del cinema italiano e non solo. Morricone ha sempre nutrito un rapporto di odio/amore verso queste soundtracks. Da una parte lo lanciano ad un livello di popolarità enorme, dall’altra teme di essere ricordato esclusivamente per queste ultime (soprattutto a discapito delle composizioni classiche, non nate per il cinema). Presto, però, la collaborazione con altri autori (1) gli permetterà di sdoganarsi da questo ingombrante, quanto straordinario, fardello. Morricone comincia a scrivere le musiche per film di, tra i tanti, Pasolini, Montaldo, Bolognini, Bertolucci, Pontecorvo ed Elio Petri. Proprio per Petri,  Morricone scrive una delle colonne sonore più memorabili della sua carriera ed in generale della storia della settima arte, quella per “Un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Il film esce nel 1970 e riscuote un successo internazionale clamoroso. Vince la Palma d’oro a Cannes e l’Oscar come miglior film straniero. Come accaduto nei film di Leone, la sinergia tra immagini e commento musicale è decisiva e contribuisce in larga misura a rendere indimenticabile la pellicola.

Il talento di questo mite e riservato signore romano con gli occhiali che scrive bizzarre  colonne sonore, comincia ad attirare l’attenzione di molti cineasti. Tra i tanti, Stanley Kubrick. Mentre “Indagine” impazza in tutto il mondo, il regista di New York, sta preparando il suo prossimo film, tratto da una novella di Anthony Burgess “Un’arancia ad orologeria”. Kubrick chiama Morricone per affidargli la colonna sonora del lungometraggio. Morricone rifiuta a malincuore, in quanto impegnato nella lavorazione di diversi film.  Questa, la banale origine del grande rimpianto che lo stesso compositore non omette mai di ricordare. Morricone non poteva immaginare quale epocale film sarebbe stato “Arancia meccanica”, anche se, Kubrick era già uno dei più autoriali ed autorevoli registi americani quando lo convoca. Ma, la domanda che ci si potrebbe porre è la seguente: Arancia meccanica sarebbe stato il capolavoro, cosi’ come lo conosciamo, se la colonna sonora fosse stata composta da Ennio Morricone?

Ovviamente l’enigma è insolubile ma sarebbe stato un film completamente diverso. Tutti i film sarebbero potuti essere diversi se analizziamo le innumerevoli scelte, coincidenze o compromessi che li determinano nella fase di ideazione. I film sono quelli che il regista ci consegna al termine della sua avventura creativa e produttiva e con quelli, solo con quelli, dobbiamo fare i conti. Le congetture sul “come sarebbe potuto essere” si prestano solo all’aneddotica. Stanley Kubrick, dopo il rifiuto di Morricone decide di rintanarsi tra le salde mura della musica classica, come aveva fatto nel suo precedente film “2001 odissea nello spazio”. Kubrick, si rivolge a Walter Carlos,(2) incuriosito dai suoi dischi sperimentali in cui reinterpretava elettronicamente il repertorio di Bach. Il regista richiede al musicista statunitense di applicare lo stesso trattamento alle musiche del suo film. Nello specifico, Beethoven (3) e Rossini. Il risultato di questa collaborazione (nata come un rimedio) è nota a tutti. La soundtrack di “Arancia meccanica” è una delle più famose e anche tra le più vendute della storia del cinema. Paradossalmente, anche tre le più innovative, nonostante sia composta da un repertorio di musica classica consacrata. Visti gli esiti della vicenda, noi spettatori possiamo ritenerci esonerati dal rimpianto della infruttuosa collaborazione tra Kubrick e Morricone (4). Ve lo immaginate “Per un pugno di dollari” con le musiche, non so, dei Beatles?

 

(1) Ma sempre per Sergio Leone, anche se molto più tardi firmerà “C’era una volta in America”, una delle preferite (a ragion veduta) dal Maestro ma anche dai suoi ammiratori.

 (2)Oggi Wendy, in quanto Walter Carlos è un transgender.

(3) Alex, il disadattato e violento protagonista di Arancia meccanica è un fanatico di Beethoven .

(4) E’ noto che Stanley Kubrick, misantropo, amasse sostenere lunghe conversazioni telefoniche con i suoi colleghi. In una di queste con Sergio Leone. Kubrick disse: “Ennio è un grande compositore ma non so perché quando scrive per i tuoi film, le musiche sono sempre più belle” 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>