Perplessità sul Nobel per la Letteratura

 

Scrive Goffredo Fofi sul Sole 24ore: «Qualche anno fa mi sono divertito, all’interno di una trasmissione del terzo programma della radio, ad assegnare i Nobel a chi, anno per anno, secondo me li meritava di più, e lo stesso per gli Oscar nelle categorie principali, che per il 2012 verranno assegnati questa sera. Beh, raramente i nomi coincidevano, anche se cercavo di tener conto dei criteri di giudizio della nostra epoca sulle opere e gli artisti del Novecento letterario e cinematografico. Lo scarto tra il senno del poi e quel presente era ovviamente grande, e non poteva essere altrimenti. Tolstoj, Joyce, Woolf, Borges il Nobel non l’hanno avuto mentre l’hanno avuto scrittori giustamente dimenticati. Perfino Dario Fo. E in cinema – nel cinema “di lingua inglese” – non l’hanno mai avuto Chaplin o Welles, la Garbo o la Stanwyck».

Il Nobel per la letteratura è sicuramente il premio migliore che uno scrittore possa ricevere. Ma il Nobel è assegnato al migliore scrittore? Chi crede che Dario Fo valga più di Joyce, risponderà di sì. Ma i dubbi sono tanti. Francesco Saverio Alonzo, inviato de La Stampa a Stoccolma, ha potuto consultare gli atti dell’Accademia di Svezia cui è stato tolto il segreto dopo i prescritti cinquant’anni. E sono venute fuori notizie davvero curiose.

Per esempio, nel 1958 Alberto Moravia era candidato al Nobel che invece fu assegnato a Boris Pasternak. Premio meritatissimo, ma che sorprese ugualmente dal momento che era nota la scarsa considerazione dell’Accademia nei confronti dell’autore russo. Il segretario permanente dell’Accademia, contravvenendo alla rigida riservatezza dell’istituzione, aveva addirittura esternato un suo commento nel quale si affermava che Il dottor Živago non poteva aspirare al Nobel, premio che invece fu poi assegnato con la motivazione che Pasternak era «uno degli autori più importanti del tempo grazie alla sua audace dinamica e alla sua raffinatezza artistica».

Alonzo sostiene, a questo proposito, che in realtà il segretario permanente dell’Accademia Anders Österling negò il premio ad Alberto Moravia perché non voleva bruciare l’altra candidatura italiana di Salvatore Quasimodo, col quale proprio Österling aveva un rapporto professionale, avendo curato la traduzione delle sue opere in Svezia. Quasimodo, infatti, riceverà il Nobel l’anno successivo. Sarà anche questo un riconoscimento giustissimo, ma con l’ombra di un plateale conflitto di interessi.

Altro caso strano fu quello del popolarissimo Graham Greene, scrittore inglese ed eterno candidato al premio. L’interessato insinuò di essere oggetto di discriminazioni religiose. Ufficialmente, a lui il Nobel fu negato perché la “puritana” Accademia svedese riteneva Greene “colpevole” di lavorare per l’industria cinematografica. In pratica, si accusava l’autore de Il nostro agente all’Avana di essere troppo ricco. Pare che invece dietro alla bocciatura di Greene ci siano state ragioni un po’ più meschine, come un certo risentimento che covava nell’Accademia perché una volta lo scrittore inglese aveva detto: «Posso fare a meno del Nobel perché non ne ho bisogno».

Riguardo al criterio di non premiare scrittori già ricchi, c’è quindi una certa dose di ipocrisia e del resto ci sono casi dove si vede il contrario, come quello di John Steinbeck o come quello scandaloso di assegnare Nobel per la letteratura a un politico come Winston Churchill o a Bertrand Russell il quale, più che altro, era un matematico.

Anche nell’assegnazione del Nobel a Ernest Hemingway le cose non sono molto chiare. Sembra che il Premio non sia stato un riconoscimento per i suoi meriti letterari, ma una sorta di cassa integrazione. Lascia un po’ perplessi il fatto, come ha scritto Alonso su La Bussola Quotidiana, «che ottenne il Nobel per Il vecchio e il mare nel 1954 allorché si seppe che lo scrittore americano era ridotto in bolletta ed aveva messo in vendita la propria casa di Key West per pagare i debiti».

I criteri per l’assegnazione del Nobel per la letteratura, come si vede, sarebbero quanto meno fluttuanti e ritagliati su misura per soddisfare interessi che con la letteratura avrebbero ben poco da spartire.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.