Pubiche affissioni

 

Il sole batte alla fermata dell’autobus. Non c’è pensilina, per cui la signora con le buste della spesa e suo figlio non hanno riparo. Il bambino avrà dieci anni, non di più. E’ una coppia piuttosto anacronistica, soprattutto per la compostezza del pargolo. Intanto non ha un cellulare o una nintendo per le mani e poi ha una maglietta maniche corte a strisce longitudinali bianche e rosse. Forse sono gli ultimi mesi che lo separano dalla luna piena dell’adolescenza che lo trasformerà in un lupo mannaro. Sia come sia, questa mamma e figlio sembrano sbucati dal passato.

Alle spalle della coppia ci sono due manifesti 100×170 che pubblicizzano una sortita del Deejay internazionale Bob Sinclair in una discoteca nei dintorni. Sugli affissi, una donna, ovviamente molto bona, completamente nuda, stringe i testicoli al malcapitato Bob che ha una espressione tra l’attonito ed il sofferente. Questa sciarada fotografica è alle spalle della mamma e del bambino. Il quadro che mi si presenta diventa quindi vagamente stridente. Il bambino prova a girarsi, mi sembra più per ingannare l’attesa e tentare di eludere i raggi del sole che per sbirciare le tette della modella, ma la mamma prontamente con uno strattone lo riporta in posizione. Posizione dalla quale non si muoverà fino all’arrivo del mezzo pubblico.

Non conosco la musica di Bob Sinclair e non vado in discoteca dal 1985 ma escludo che una delle due cose possa in alcun modo giustificare la grossolanità di questo poster che pubblicizza entrambe le cose. Per la prima volta nella mia vita sono tentato di chiamare i Carabinieri e chiedere loro se è un caso di oltraggio al pubblico pudore e quindi se è opportuno rimuoverli. Voglio essere anacronistico anche io come la coppia alla fermata dell’autobus. Nonostante la pornografia nel nostro Paese sia totalmente sdoganata, ed ovviamente non mi riferisco a quella cinematografica, la quale ormai è costretta ad una macabra parodia di quello che accade nella realtà, voglio provare ad indignarmi. O meglio, voglio dare uno strattone a voi lettori, non perentorio ed autorevole come quello della mamma, ma altrettanto rapido e secco.

Mi si dirà che è sufficiente che un bambino accenda la televisione a qualunque ora del giorno per imbattersi in una donna nuda. Per non parlare del bordello virtuale di internet. Vero, ma non per questo bisogna smettere di indignarsi. E poi, nei casi sopracitati c’è sempre un filtro, per quanto labile. In questo, nessuno. Esci e te li ritrovi davanti senza neanche premere il pulsante di un telecomando.

Tra l’altro, il problema con il manifesto di Bob Sinclair non è il nudo, ma la rozzezza, la volgarità estetica dell’immagine. Un tempo si sarebbe detto “trash”.

Le Pin-ups delle copertine dei Roxy Music si rivoltano nella tomba anche se credo siano ancora tutte vive. Le sinuose donnine di Vargas si coprono gli occhi e le muse di Helmut Newton voltano lo sguardo. Persino le caserecce starlette dalle copertine delle Ore proverebbero imbarazzo, se ancora ci fossero.

Il poster con Bob Sinclair si assicura l’attenzione di tutti grazie alla modella spogliata ma pretende anche di divertirci con la gag della morsa nelle parti basse. Magari Sinclair è convinto di avere realizzato il primo scatto fotografico, con donna nuda, proto-femminista. Io, personalmente, a chi ha pensato di abbinare una tale immagine ad una pubblica affissione, gli tirerei un calcio nei coglioni ed escludo sia stata una idea del Disc jockey francese.

E’ mai possibile che una città debba essere rivestita di tale squallore? Una volta esisteva la grafica di pubblica utilità per combattere l’inquinamento visivo. Tante province italiane furono abbellite dal talento di eminenti graphic designer. Possibile che oggi sui muri della nostra città ci siano soltanto culi, tette, ragazze che succhiano il calippo e modelle che spremono le palle?

Il pullman arriva e prende in consegna la mamma ed il figlio. Non so dirvi se il bambino lancia uno sguardo alla donna nuda approfittando della distrazione della madre. Di sicuro l’autista dell’autobus si e rasenta un tamponamento. Il mezzo pubblico parte verso un quartiere certamente popolare, non esente dal male, ma sicuramente con meno manifesti. Io rimango fermo, come un vecchio moralista, sotto il sole, in attesa di sciogliermi.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.