R. I. P.

 

Dopo oltre trent’anni di onorata carriera i R.E.M. vanno in pensione. La band di Athens lo comunica il 21 settembre, senza particolari clamori, attraverso un sobrio comunicato. Soltanto pochi mesi prima era uscito un nuovo disco Collapse into now . La band capitanata da Michael Stipe ha, tra alti e bassi, saputo coniugare, come poche altre, una longeva qualità al successo popolare. In più, con una cifra stilistica assolutamente riconoscibile. Ma come diceva qualcuno “Quando ti accorgi di avere uno stile, sei perduto”.

I R.E.M. ci lasciano alcuni grandi dischi ed un discreto numero di classici del rock alternativo americano. Canzoni memorabili, alcune nei primi dischi indipendenti e di formazione, uno su tutti Murmur (1983). Gli ingredienti della band americana sono stati numerosi. Una miscela di pop rock, folk e post punk che è riuscita in molte occasioni a piegare e nobilitare le classifiche di mezzo mondo.

Per salutare e documentare l’opera dei meritevoli tre, esce Part lies, Part heart, Part truth, Part garbage: 1982-201. Raccolta che si concentra sui singoli della band . Il disco contiene tre inediti, come da prassi, su cui spicca We all go back to where belong. La delicata canzone vagamente Bacharachiana, è, stando ai fatti, l’ultima dei R.E.M.

La ascoltiamo quindi con un po’ di emozione pur sapendo che prima o poi “ritornano” quasi tutti. Per il momento REquieM in pace.

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.