Regni d’Italia

 

Bisognerà certamente riconoscere che il dibattito culturale italiano si è ormai spostato al sud. Il 5 dicembre scorso si è svolto presso la Libreria della Laterza di Bari uno degli eventi culturali più vivaci e interessanti degli ultimi anni. L’occasione era la pubblicazione del volume di Alessandro Barbero intitolato “I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle”, edito dalla stessa Laterza.

Il tema era, dunque, quello dell’Unità d’Italia e dei mezzi impiegati per giungere all’unificazione della penisola italiana. Sull’argomento si sono confrontati due studiosi con punti di vista decisamente diversi: l’autore del libro, il “piemontese” Barbero e il presidente del Movimento Neoborbonico, l’anti-piemontese Gennaro De Crescenzo.

Non si trattava di un argomento astratto, ma si voleva affrontare il fatto specifico, esaminato nella pubblicazione di Barbero, dell’esistenza di un presunto campo di concentramento di Fenestrelle, una fortezza in provincia di Torino, ai tempi dell’unificazione nazionale. L’incontro è stato estremamente interessante e gli sfidanti si sono affrontati con grande dignità e vigore, senza per questo scadere in quella aggressività verbale che domina ormai nei dibattiti culturali televisivi. Ed è anche per questo che – dicevo prima – la Libreria Laterza rappresenta oggi una rigenerante oasi culturale nel grigio bioparco degli intellettuali italiani.

Si è trattato di una vera disputa, come se ne facevano nel medioevo, per esempio tra cristiani ed ebrei – esagero un po’ per far capire il tono della discussione. Anche se i protagonisti delle “disputatio” medievali erano tenuti preliminarmente a chiarire il significato della terminologia cui avrebbero fatto ricorso. Cosa che alla Libreria Laterza non è stata fatta – ma è l’unica pecca – pertanto quando, a proposito di Fenestrelle, si parla di “campo di concentramento” non si chiarisce il senso di questo termine. Nell’immaginario collettivo, dopo l’esperienza nazista, per “campo di concentramento” si intende “campo di sterminio”. Ed è su questa ambiguità che qualcuno ha voluto giocare. Da ciò, l’equivoco che essendo stato “concentrato” a Fenestrelle un certo numero di militari in attesa di essere inquadrati nel neo-esercito italiano, si è supposta un’azione volta a sterminare il preesistente esercito borbonico. Ma, evidentemente, non tutti i campi di concentramento sono compi di sterminio; nella maggioranza dei casi, fortunatamente, sono semplicemente campi dove, per ragioni militari, si concentra un certo numero di prigionieri in attesa che si definisca la loro posizione. Nel caso in questione, pertanto, il dato del “campo di concentramento” ha generato l’idea dello sterminio e da qui, addirittura, la raccapricciante ipotesi del genocidio. Gennaro De Crescenzo, per esempio, nel corso suo intervento alla Laterza, arriva a prefigurare qualcosa di simile al genocidio degli Armeni.

Alessandro Barbero, con il suo libro e con il suo intervento alla Libreria Laterza, ha voluto dimostrare che questo è un falso storico. Gennaro De Crescenzo, dal canto suo, ha cercato di dimostrare invece che quella di Barbero è una ricostruzione troppo partigiana, essendo egli un “piemontese” – termine che in certi ridotti napoletani ha evidentemente un’accezione negativa.

Chi ha vinto la disputa del 5 dicembre alla Libreria Laterza? Esprimo un parere personalissimo: Alessandro Barbero ha stravinto. Perché ha materializzato il suo lavoro in un libro, mentre non si è capito – almeno nel corso del dibattito – cosa abbia invece prodotto De Crescenzo sull’argomento. Perché è riuscito a farsi pubblicare una “tesi nordista” da un editore del Sud. Perché ha giocato fuori casa senza subire il gioco; e, si sa, in certe partite fuori casa i punti valgono il doppio. Perché ha mostrato di saper parare i tiri diretti in porta dall’avversario, come il tentativo di criminalizzarlo perché piemontese – “e allora, se vedessimo passare un tedesco?” ha giustamente osservato Barbero – o di far venir fuori un’anima “leghista” o revisionista. Barbero ha vinto anche dal punto di vista coreografico perché a un certo punto si è alzato in piedi come per mostrare di voler essere veramente un portiere che energicamente difende la sua porta. Bisogna però ammettere che De Crescenzo ha fatto la sua bella figura; anche ai miei occhi di anti-meridionale – a proposito, diciamolo: ci sono più anti-meridionali a Bari che a Pontida. De Crescenzo ha avuto indubbiamente il merito di disputare, con onore e con garbo, la più bella partita che si sia giocata nel campo pesante della storiografia. La partita giocata il 5 dicembre allo “stadio Laterza” di Bari è stata infatti, nel torneo degli storici, una specie di Italia-Germania.

Bello spettacolo. Complimenti ai giocatori e soprattutto agli organizzatori.

Ma mi sia consentito un post-scriptum. Questa presunta falsificazione della storia, operata da chi ha fatto l’Italia, in realtà si poggia, a sua volta, su un altro falso storico. O almeno sull’idea che l’Unità d’Italia sia stata imposta dal Piemonte, contro la volontà della nazione intera. Beh, qui più che andare a studiare negli archivi, bisognerà andarsi a riprendere i giornali dell’epoca. Si scoprirebbe così che non soltanto Cavour, Garibaldi, la Casa Savoia, volevano l’unità nazionale. Ma anche gli altri Regni della penisola spingevano verso un processo unitario. Anche lo stesso Regno Borbonico; perciò, non si capisce perché adesso il Movimento Neoborbonico di De Crescenzo si voglia costituire parte civile. Tutti volevano che l’Italia fosse unita. Principalmente il Papa. Anzi, era proprio Pio IX colui che aveva le maggiori chance per portare a compimento il processo unitario. E qui bisogna dire la verità: i Savoia sono scesi in campo per impedire che fosse la Chiesa a realizzare l’Unità d’Italia. Scippata al Papa la palma dell’unificazione nazionale, è più che ovvio che fossero i Savoia a imporsi; soltanto il Piemonte, all’epoca, disponeva di un esercito regolare capace di organizzare una campagna militare con qualche probabilità di successo.

Mettiamoci il cuore in pace. Al massimo, chi vuole si vada a rivedere il video del dibattito alla Laterza, è disponibile nella mediagallery.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.