Ricominciano da “Settembre”

“Settembre” ad ottobre? Ma come? Qualcosa non va di sicuro.

C’è da scommettere che chiunque si sia imbattuto, nelle ultime settimane, in notizie riguardanti il ritorno sulle scene de Le Mani abbia fatto un’osservazione simile a questa.

Ma non è così, la band non ha affatto perso il senso del tempo, anzi.

“Settembre”, in questo caso, ha un’accezione diversa, meno mensile più stagionale: il ritorno a casa dopo le vacanze, la presa di coscienza del fatto che il momento dello svago è finito e occorre rimettersi al lavoro. Questo è un disco spartiacque per i cinque bravi musicisti lucani assorbiti dalla Capitale, la svolta, la crescita, che ci sono eccome.

Accantonato il contratto con la major che li ha portati alla ribalta del grande pubblico, a tre anni da “Anno luce”, Le Mani hanno partorito un disco che suona sicuramente meno “pop” mentre asseconda le origini più “alternative” e “crossover” delle rispettive formazioni d’origine dei componenti.

Resta ben salda la base melodica, unica nel suo genere e molto connotante le produzioni de Le Mani, ma si mette al servizio questa volta, di atmosfere più serrate, nelle liriche e nelle dinamiche, con maggiore rilassatezza di tutti.

Questa è sicuramente frutto di una disillusione sullo stato della musica italiana.

E disillusione non sempre è un termine con accezione negativa, il caso de Le Mani ne è l’emblema.

Disillusione è crescita, maturità, espressiva ed artistica, quella che emerge dalle dodici tracce di “Settembre”, dall’opening-track robusta di “In un campo di ortiche” passando per il singolone maturo de “Il lago”, con un bellissimo featuring di Zampaglione-Tiromancino, o dalle “Confessioni di un vampiro vegetariano” con l’innesto dubstep di cui è artefice Ciro Princevibe, per l’ottima “Elefante”, l’irresistibile “La salita”, impreziosita dalla produzione artistica di Giuliano Sangiorgi, fino ad “I say goodbye” con Marco Ancona dei Fonokit.

Ottima ripartenza, insomma. Le Mani hanno tolto i guanti (bianchi) e hanno cominciato a picchiare, duro, ma senza fare male, piuttosto facendo molto bene.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.