Serpenti sul palco dei Subsonica

 

Dopo l’esibizione al fianco di Caparezza nella tappa milanese del suo tour estivo, i Serpenti tornano sul palco per aprire un altro prestigioso concerto, quello dei Subsonica in programma il 14 agosto al Parco Gondar di Gallipoli, per la seconda serata del Cube festival.

Il promettente duo electro-pop pugliese ha pubblicato il 19 luglio scorso “Uomo Donna”, il nuovo singolo.

Grazie ad un ritornello accattivante e a un ritmo che travolge fin dal primo ascolto, il brano è diventato in breve tempo un piccolo fenomeno di culto per un pubblico sempre più vasto grazie al passaparola della rete e alla notevole attività live, anche con questi nomi di grosso calibro.

La pubblicazione del singolo fa seguito al video di “Uomo Donna” già in rotazione su numerose tv, presentato in anteprima sulle pagine di Vogue, cliccatissimo su Youtube e sui social network e disponibile anche nella nostra mediagallery.

Proprio dal singolo è iniziata la nostra chiacchierata con Gianclaudia, la cantante.

Un singolo fuori con Universal intitolato “Uomo Donna”, vi chiamate Serpenti: e’ forse la creazione?

Effettivamente ci sta, ma non c’è nulla di premeditato. Serpenti nasce prima, nel 2007, da un’idea di Luca (che Serpenti fa di cognome) che si approccia alla musica elettronica in cui mi sono insinuata io come cantante. Prima di arrivare a “Uomo donna” abbiamo scritto il nostro primo album, “Sottoterra”, che ci ha permesso di farci le ossa su diversi palchi italiani. Uomo donna nasce invece da un racconto di Anais Nin che abbiamo letto durante la realizzazione dei nostri nuovi brani. Ci piaceva l’idea che ci fosse un filo conduttore tra i vari testi. In particolare, “Uomo donna” si ispira al racconto che parla di Mafouka, artista ermafrodita di Montparnasse che “subisce” gli sguardi indiscreti della gente che non fa altro che domandarsi come sarà fatto sotto i suoi vestiti. Noi, a modo nostro, partendo da questo racconto, siamo arrivati a parlare di intolleranza, differenze e diversità.

Quella del duo è una line-up insolita, soprattutto in Italia, mi riporta alla mente, ad esempio, i The kills: meno siamo meglio stiamo?

Per quel che riguarda la scrittura dei pezzi direi che il duo è la soluzione ideale, meno teste da mettere d’accordo (ride, ndr), poi rimane attiva la fase di controllo che uno fa sull’altro. A patto che possiamo impazzire e  perdere il contatto con la realtà a giorni alterni. Per quel che riguarda il live direi che il duo è la maniera migliore per cominciare: sia per un discorso economico di cachet (puoi permetterti di girare a budget più bassi) che logistico (ci si sposta con un unico mezzo, non si hanno problemi di “grandezza” di palco, puoi adattarti alle più svariate situazioni). Per noi è stato fondamentale essere in due, certo, un batterista per i futuri concerti è nei nostri pensieri.

Mi piace conservare questa immagine del rettile, parafrasando il nome: la vostra musica come un serpente che striscia e lascia la scia in diversi generi e attraverso varie influenze. Quali?

Siamo dei fervidi ascoltatori, cerchiamo di essere sempre attenti ed aggiornati rispetto alle novità musicali non tanto per quello che facciamo ma proprio per passione nei confronti della musica. E’ normale poi che tutta la realtà che ci circonda ci influenza nel nostro modo di scrivere canzoni. In generale possiamo dire che i generi a noi cari spaziano dal pop da classifica all’indie, passando per l’electropop e l’elettronica più pura. Soprattutto Luca, che ha un’attenzione da produttore, si innamora delle produzioni che ci sono dietro determinati progetti, dei suoni che vengono tirati fuori, della maestria con la quale vengono mixati determinati brani (vedi per esempio Skrillex, Black Eyed Peas, White lies).

In poco tempo siete diventati un fenomeno di costume, non solo musicale: l’Italia finalmente comincia ad interessarsi agli emergenti. Che succede?

Noi pensiamo che la gente non abbia mai smesso di interessarsi (e non parliamo solo di musica…ma è un discorso più generale). Il problema che c’è stato con la musica emergente è che molte volte non riusciva ad avere un pubblico perché quel pubblico semplicemente non ne conosceva l’esistenza. In questi ultimi tempi le cose possono cambiare grazie soprattutto al web. Se ho voglia di informarmi su realtà emergenti per fortuna ci sono moltissime webzines, portali, siti dedicati. I grossi media non si prendono più la briga di portare novità vere all’interno del proprio palinsesto. Le novità che sentiamo provengono da talent show o sono pezzi che sono già in classifica da mesi all’estero.

Dopo questo singolo qualche live e poi il disco?

Per quel che riguarda il disco, noi siamo pronti! L’idea di aspettare un po’ è della casa discografica (l’Universal, ndr) che preferisce andare per gradi, far conoscere meglio il progetto, creare una base solida. Tutto questo per evitare che l’uscita del nostro secondo disco passi inosservata. Per quel che riguarda il live, è una costante del progetto Serpenti. Cerchiamo di non fermarci mai perché è per noi da sempre una priorità: ci serve a testare i nuovi brani (che già abbiamo inserito in scaletta) e a scambiare con il pubblico quelle vibrazioni che solo il contatto fisico “da concerto” può dare.

Negli anni sempre più band stanno venendo fuori dal sud: una rivincita, finalmente?

E’ una domanda che ci poniamo anche noi e non sappiamo dare una risposta ben precisa a questo cambio di rotta. Per molto tempo il sud è stato considerato terra del folk e della musica popolare, certo, le nostre radici risiedono lì e ci sono delle realtà musicali che le esprimono benissimo, ma c’è anche altro. Secondo me c’è sempre stato un bel fermento musicale al sud, è solo ora che forse gli altri se ne stanno accorgendo superando il pregiudizio.

I Serpenti sono:

Gianclaudia Franchini (voce)

Luca Serpenti (basso, sintetizzatori, programmazioni)

 

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>