Sikitikis, un disco 2.0

Si potrebbe tranquillamente montare un discorso retorico-filosofico tirando fuori motivazioni trascendentali e pseudo-ideali su una scelta simile, ma i Sikitikis, come hanno abituato i loro estimatori in circa un decennio di onorata carriera, preferiscono essere schietti: più che filosofia, il progetto che c’è dietro “Le belle cose”, il nuovo disco targato “Infecta”, è la sublimazione del fare di necessità virtù, che nasce da dei freddissimi dati. “Dischi fuori moda”, il predecessore, è un disco che ha avuto un ottimo feedback, ma ha venduto una copia ogni 500 click dei sui video su Youtube.

In pratica, la rete si è rivelata come la terra in cui il seme dei Sikitikis ha attecchito spontaneamente.

Ed ecco, quindi, questo progetto interamente basato sull’interazione nel (e fra) social network.

Domani, 19 novembre, arriva il download gratuito su Rockit, a dicembre arriverà il supporto fisico, ma acquistabile solo dal sito della band, soprattutto con l’intento di fornire agli appassionati un oggetto che vada oltre il contenuto e che permetta, a chi lo desidera, di essere proiettati con più semplicità nell’immaginario de “Le Belle Cose”.

“Le Belle Cose” è un’esternazione naif. E’ l’idea di un bambino che viene dopo due punti e la scritta “pensierino”. Le belle cose fanno incontrare idealmente mondi musicali in apparenza lontani: Celentano con i Gorillaz, Bennato con Beck. “E chissà quante altre cose – concludono i Sikitikis – di cui non ci siamo nemmeno accorti”.


Nella mediagallery il videoclip della title-track.

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.