Le immaginazioni di Simón Prades

Seppur classe ’85, gli anni della rivoluzione informatica dove il computer e la sua psicologia si diffonde anche nelle realtà domestiche e in un’epoca oggi fatta di scrittura digitale e di disegni realizzati con Adobe, per Simón Prades la creatività è analogica.

Illustratore e grafico indipendente Simón Prades, per metà tedesco e per l’altra metà spagnolo, afferma che preferisce lavorare con i classici strumenti che “sporcano” le mani quali l’inchiostro, la matita e l’acquerello. La sua mano inconfondibile si muove tra immaginazioni di personaggi famosi e non, tra i dolori e le violenze della società contemporanea con una delicatezza blu.

Attraverso la natura, la memoria e i sogni esprime le sue visioni stratificate che si possono trovare ad illustrare short stories nel “New York Times” o saggi nel britannico “New Stateman” oppure direttamente nel suo sito.

simon-prades
simon-prades-4
simon-prades-3
simon-prades-2
simon-prades-1
Author

<p>Arte, arte e ancora arte. Non posso farne a meno… Il mio motto è: “Meglio essere piccoli e vedere grande, che essere grandi e vedere piccolo!”</p>