Soderbergh al capolinea: vuole ritirarsi

“Quando vedi quegli atleti insistere a giocare una o due stagioni di troppo è una cosa triste”. E’ questa la metafora utilizzata da Steven Soderbergh per annunciare, dai microfoni dello show radiofonico statunitense “Studio 260”, che i suoi prossimi due film saranno anche gli ultimi. 48 anni, premio Oscar nel 2001 con “Traffic”, attualmente Soderbergh sta preparando il film “Liberace”, biopic dell’eccentrico musicista di origini italo-polacche Wladziu Valentino Liberace, morto per Aids nel 1987, interpretato da Michael Douglas con Matt Damon nel ruolo del suo amante. Le riprese del film cominceranno l’estate prossima; subito dopo il regista adatterà al cinema la serie tv americana degli anni ’60 “The man from U.N.C.L.E.’, a cui lavorerà con George Clooney. “Un ottimo modo per decidere di chiudere”, così definisce i film il regista che, tra l’altro, ne ha già pronti altri due: l’action-movie “Haywire”, interpretato da Antonio Banderas e Ewan McGregor, che uscirà il mese prossimo, e il thriller “Contagion” con Kate Winslet e Jude Law, la cui uscita è prevista entro l’anno. A soli 48 anni, Soderbergh vanta già una carriera ultraventennale, tra l’altro ai vertici di Hollywood: nel 1989 è entrato negli annali del Festival di Cannes come il più giovane vincitore della Palma d’Oro, a 26 anni, con il film-cult “Sesso, bugie e videotape”, ma in seguito ha siglato successi come la saga degli “Ocean’s”, “Erin Brockovic” e il biopic doppio su Che Guevara. La scelta, però, appare definitiva: “se si raggiunge il punto in cui quando stai per iniziare una nuova impresa pensi solo che non ne puoi più, allora è il momento di lasciare a qualcun altro che è ancora eccitato all’idea di riuscire nell’impresa”. Lui, intanto, farà il pittore o il fotografo.

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