Solo una terapia, quella di Massimo Zamboni

 

Dopo il successo invernale nei club di tutta la penisola, prende il via il tour estivo di Massimo Zamboni ed Angela Baraldi. Il musicista, fondatore di CCCP e CSI, sposa la grinta della cantante/attrice, dopo la collaborazione per la soundtrack del documentario “+ o – Il sesso Confuso; racconti di mondi nell’era Aids”, per dare nuova linfa e grinta alle canzoni più amate passato, trentennale, e del presente, da solista, definite “patrimonio nazionale per la parte sana della Nazione”.
E’ difficile, infatti, non conoscere queste canzoni che hanno attraversato gli anni e le generazioni, restando impresse, e sono ancora in grado di parlare con forza e con calore al cuore, con un’attualità spesso sorprendente, al punto che sotto il palco, nelle varie serate, si incontrano quarantenni e persino qualcuno più grande, insieme a ragazzi e ad adolescenti, ma con una naturalezza che disarma.
Sono emozioni che in parte Zamboni e la Baraldi sono riusciti a condensare in un disco, intitolato “Solo una terapia, dai CCCP all’estinzione”, attualmente disponibile solo durante i concerti e con tiratura limitata di 500 copie, autografate in originale dai due.
Per F052 ho la possibilità di raccogliere sensazioni, emozioni del momento musicale attuale, senza mai perdere di vista il passato, da Massimo Zamboni, tra una data e l’altra, con una disponibilità che balza subito all’occhio.
Dopo un travolgente tour invernale nei club, ora si parte con quella estiva: il pubblico ama Zamboni…
E Zamboni ama il suo pubblico. Solo una terapia significa questo: trovarsi assieme per una cura ricostituente, calda, un abbraccio reciproco. Vedo belle facce sotto al palco, molto amichevoli, sincere nei miei confronti; molto affettuose verso le canzoni, e verso Angela che le interpreta. Mi arrivano domande aperte, voglia di chiacchierare, di scambio: una grande soddisfazione, davvero.
Repertorio CCCP, CSI, ancor prima di quello solistico: brani che hanno fatto la storia, dai contenuti fortemente significativi e connotati, che ancora oggi sono in auge. Una sorta di avanguardia stilistica o una realtà che da allora a oggi non è mutata? 
Noi abbiamo cominciato 30 anni fa con la sola idea di salvare le nostre vite dall’impantanamento, dalla cronaca spicciola… non avremmo potuto immaginare di fare scuola, o storia, in mezzo a tutte quelle fatiche e caos in cui vivevamo…. certo abbiamo intercettato verità profonde, che ancora parlano. E certo “non studio non lavoro non guardo la TV” vale ancora oggi per tanti.
E’ bello, tra l’altro, il meltin-pot anagrafico che viene a crearsi sotto il palco ad ogni concerto…
Bellissimo, e l’emozione più forte è incontrare persone… anziane. Magari avevano 40 anni ai primi concerti di CCCP. E bambini di 4 – 5 anni, sentirli cantare “Curami” …. Beh, a questo non ero preparato.
Questo tour serve anche a promuovere il cd live registrato in inverno: “Solo una terapia, dai Cccp all’estinzione”, il futuro è cupo? 
Non riesco mai a pensare al futuro come cupezza, non posso farci niente, non è nella mia natura. Il futuro è in atto, siamo noi il futuro, nostra è la responsabilità della scelta tra cupezza e luce.
Sul palco insieme a te c’è, oltre alla band, Angela Baraldi, un modo per reinventare ulteriormente i brani del passato? 
Angela è un incontro imprevisto e bellissimo, la sua forza e voce sono già di per sé un nuovo vestito alle canzoni. M’impressiona la sua immediata legittimità nell’impadronirsi di canzoni che, peraltro, ha sempre amato
Un tour estivo che si preannuncia un successo mentre Ferretti torna anch’egli live con un tour celebrativo del passato. Tutto finito dopo “Noi non ci saremo”? 
Non saprei. Peraltro io non ero già più nei CSI, all’epoca del doppio CD Noi non ci saremo. Perché io ci sarò.
Sul palco insieme a Massimo (chitarra e voce) ed Angela (voce) ci sono:
Erik Montanari – chitarra, backing-vocals
Cristiano Roversi – stick, tastiera, programmazioni
Gigi Cavalli Cocchi – batteria, pad elettronico

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