Soundtrack: Antonio Di Martino

 

Da qualche anno sono tornati i cantautori. Un’invasione temibile, a tratti piacevole. Tra i tanti, Antonio Di Martino mi sembra tra i più interessanti. Le sue composizioni, per ispirazione ed arrangiamenti sono distanti dalle canzoni da osteria di molti suoi colleghi, alcuni dei quali anche molto rispettati. E’ uscito da poco il suo secondo album “Sarebbe bello non lasciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile”(Picicca Dischi). Un titolo che non dispiacerebbe alla Wertmuller. Il singolo “Non siamo gli alberi” è accompagnato da un video che qualcuno ha definito “spinto”. A mio avviso, chi dovesse arraparsi a guardarlo dovrebbe correre da un sessuologo. L’album del cantautore siciliano conferma, anzi espande la sua vena sognante e poetica, quasi favolistica.

In esclusiva per f052 Di Martino ci rivela la lista delle 10 canzoni della vita o forse della giornata in cui l’ha compilata. Non fa molta differenza, se ci pensate.

 

Ho visto Nina volare (De Andrè)
Mia madre si chiama Nina

Wolf at the door (radiohead)
Quando la sentii per la prima volta mi venne voglia di non scrivere più

La settima luna (Lucio Dalla)
Uno di quei pezzi che raccontano l’uomo

Sporca estate (Piero Ciampi)
La frase Figli come mi mancate mi ha emozionato molto.

The rip (portishead)
L’arpeggio di sinth che entra a metà pezzo è di una bellezza spiazzante.

Vladimir Vysotsky – Koni Priviredlivyje
È uno di quei cantautori di cui non ho mai capito una parola ma che ha mi ha raccontato molto più di altri , consigliatissimo il tributo di Eugenio Finardi (il cantante al microfono)

Il nostro caro angelo (Lucio Battisti)
Aveva una cassetta nella Renault 4 un mio carissimo amico, ricordi del mio paese da bambino.

L’Amour est mort (Jaques Brel)
Guardargli la bocca mi fa venire voglia di cantare.

Cosa sono le nuvole (Domenico Modugno)
Per il mio gusto fuori moda.

Astronomy Domine (Pink Floyd)
Ha cambiato il mio modo di vedere le linee melodiche

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