Soundtrack: Teho Teardo

 

Altri ascolti eccellenti. Dopo il recente ingresso di Andy Clegg, nella rosa di “Soundtrack” arriva anche Teho Teardo, recentemente intervistato per F052 e disponibilissimo, come nel rispondere alle domande, anche a renderci partecipi dei suoi gusti musicali. Ecco la “Soundtrack” di Teho:
Fortunatamente ogni giorno ho voglia di ascolti diversi, per cui non ho una playlist tipo, ma incrociando diversi giorni del calendario potrei ritrovare questi:
1. “Late october” – Brian Eno & Harold Budd da “The Pearl”.
Amo lo spazio che l’intero album evoca prima che questo tipo di sonorità venisse dirottato nella new age per estetiste e sale d’aspetto. Il modo in cui Eno si aggrappa alle note del pianoforte di Budd e le trasporta altrove mi colpì parecchio quando questo album uscì tanto che consumai il vinile.
2. “Adapt” – Wire da “Red barked tree”.
Una delle mie band preferite di sempre che riesce ancora ad essere se stessa e stupirmi anche dopo alcuni decenni dal loro debutto.
3. “Eternity in Paris” – Clock DVA da “Advantage”.
Quando entra il piano mi stende sempre con quella frase breve e ripetuta, anche dopo migliaia di ascolti.
4.”The Robots” – Balanescu Quartet da “Possessed”.
Mi piace ancor più dell’originale che già in sé è un capolavoro. La capacità di Balanescu nell’operare un tale spostamento in un brano che pareva fosse inamovibile nella sua monoliticità pop teutonica mi sorprende sempre.
5. “Warm leatherette” – The Normal
Un archetipo che riguarda l’elettronica ed il pop. Per me imprescindibile.
6. “Any day now” – Cop Shoot Cop da “Release”.
Una specie di infezione interna che non si cura più: un contagio cominciato negli anni 90 e che non smette.
7. “Music for 18 musicians” – Steve Reich.
Mi sembra assoluta, non saprei che altro aggiungere per descrivere la scrittura di Reich.
8. “Tom Violence” – Sonic Youth da “Evol”.
Un disco che contiene un numero sufficiente di motivi per iniziare a suonare la chitarra o per smettere di suonarla definitivamente.
9. “Yu Gung” – Einsturzende Neubauten da “Halber mensch”.
Una sorta di manuale della “Berlin Atonal”, mai sentito nulla del genere prima di loro e, in quel contesto, nemmeno dopo.
10. “I wanna be your dog” – Stooges.
Il rock’n’roll come dovrebbe essere: destabilizzante, inquietante, urticante.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>