Su Facebook gli appelli anti-nucleare censurati al Primo Maggio

 

“Con una inaccettabile liberatoria, che oggi vogliono far passare come routine, ieri agli artisti del primo maggio è stato impedito di parlare di referendum sul palco. Quello che non hanno potuto dire davanti a milioni di spettatori, lo hanno detto però davanti alle nostre telecamere”. A scriverlo, in una nota, è il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare”, che oggi ha pubblicate sul web i video contenenti le dichiarazioni degli artisti sul referendum. L’iniziativa, dopo le polemiche per la liberatoria fatta firmare ai partecipanti, è delle 70 associazioni che compongono il Comitato. Si parte con Subsonica, Gino Paoli, Ennio Morricone, Daniele Silvestri, Eugenio Finardi e Neri Marcoré. Nei prossimi giorni sarà la volta di Enzo Avitabile, Paolo Belli, Erica Mou, Autoreverse, Bandabardò, Luca Barbarossa, Edoardo Bennato, Andrea Rivera, Diego Bianchi e Caparezza.
Le loro dichiarazioni sono pubblicate sulla pagina www.facebook.com/votasiperfermareilnucleare, sotto lo slogan “apriamo un varco nella cortina fumogena anti-referendum”. E a chi sostiene che la liberatoria sia una conseguenza delle regole della par condicio, il Comitato replica: “Ma quale par condicio? Magari la par condicio per i referendum fosse stata approvata! I comitati del Nucleare e dell’Acqua protestano da settimane per veder entrare in vigore il testo, e invece ancora niente da fare. E pensare che la legge prevede che avrebbe dovuto già essere non solo approvato ma anche applicato. Quelle che abbiamo visto all’opera ieri, invece, sono regole a senso unico, che invece di informare nascondono i referendum del 12 e 13 giugno”.
Domani il Comitato “sarà in sit-in davanti alla sede della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai”.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>