Sui gusti del pubblico

Non è semplice entrare a far parte della top ten degli incassi annuali. Coloro che riescono ad appartenere ad essa, si ritrovano ad influire sulla cultura e sulle tendenze popolari. Teoricamente, dovrebbero rappresentare qualcosa di fondamentale per la nona musa, lasciando il segno nelle future generazioni. O, nelle due ore di visione, dovrebbero almeno generare un eterno passaparola tra gli spettatori. Questo discorso si amplifica specialmente se torniamo indietro di 30 anni, prima dell’avvento dell’era spielberghiana (che ha trasformato al 50 % il cinema in una forma di marketing).
Se il ragionamento esposto è ineccepibile, allora come spieghereste le notizie mostrate qui sotto?

1- Lazzarella (1957) 10° incasso italiano della stagione 1957. Nemmeno la leggendaria AVO FILM, casa di distribuzione VHS per film che erano già caduti nel dimenticatoio negli anni ’80 (parimenti fallita da due decenni, oramai) le ha dedicato una riproposta per l’home video. Poi, che fine ha fatto Alessandra Panaro, protagonista della pellicola? (Nota bene: stiamo parlando di una nostra connazionale!)

2 – La tempesta (1958) 1° incasso italiano della stagione 1958 (!!!) Successo internazionale, con Lattuada e la Mangano eletti al rango di vip, a discapito del resto del cast (presentato come) angloamericano. 2 David di Donatello. Una particina per un non ancora onnipotente Gassman. Mai riversato in dvd (in nessuna nazione). Nessun utente di nessun forum di cinema italiano gli dedica due righe, nemmeno su Wikipedia. al massimo trovate 4 o 5 recensioni su IMDB e Rotten Tomatoes.

3 – Il mondo di notte (1959) 5° incasso della stagione 1957. Non si trova in circolazione nemmeno una striscia di bobina dal lontano 1966. Realizzato dagli scarti di EUROPA DI NOTTE, col contributo di Jacopetti e Belinda Lee, funse da spin-off per l’interminabile saga di MONDO CANE. Scandalo ma anche successo addirittura mondiale. Il regista Luigi Vanzi sfruttò l’effimera popolarità per realizzare il notevole AMERICA, PAESE DI DIO; ma il flop di quest’ultimo, legato alla diffidenza causata dal suo cavallo di battaglia del ’59, lo ridusse a regista (sotto pseudonimo) di B-movies.

4 – I Normanni (1962) 7° incasso italiano della stagione 1962. La Galatea film, che lo realizzò, doveva rappresentare la risposta italiana alla Factory di Corman. L’opera in questione viene usualmente definita una brutta copia de GLI INVASORI di Bava; vi è la presenza del direttore della fotografia Storaro (e del suo collaboratore Giuseppe De Santis), assemblata unicamente ad una sfilza di illustri sconosciuti che hanno preso parte alla realizzazione. Nei decenni a seguire, non ha mai trovato cultori. Insomma, un’opera amorfa ed anodina. Eppure, nelle sale la gente accorreva in massa.

5 – Bora Bora (1968) 8° incasso italiano della stagione 1968. All’epoca, lo vietarono ai minori di 18. L’ultima rete a diffusione nazionale a mandarlo in onda fu la defunta TELE + 1. Uscì in vhs con la rassegna I CLASSICI DELL’EROTISMO de L’ESPRESSO al fianco di BELLA DI GIORNO e FASTER PUSSYCAT, KILL KILL (sic!) L’unica speranza per rivederlo è beccarlo nelle rassegne soft-core dei palinsesti notturni delle emittenti locali (Telecapri, Rete A … chiedere Italia 7 Gold sarebbe già eccessivo). P.s.: non ha nemmeno la scheda su Wikipedia!

6 – Helga (1969); 1° incasso italiano della stagione 1969 (!!!) Il primo documentario sul concepimento. All’epoca i benpensanti urlarono allo scandalo, oggi è un obsoleto quanto dimenticato reportage per educande.

7 – Sexual freedom in Denmark (1970) 19° incasso statunitense della stagione 1970 (!!!) MAI DISTRIBUITO IN ITALIA. Pornodocumentario diretto da John Lamb, adotta la stessa formula di HELGA, del nostrano SVEZIA INFERNO E PARADISO e mondo movie vari: un finto taglio da reportage, per aggirare la censura e ottenere il visto come film educativo.

Fonti:

 

http://www.hitparadeitalia.it/bof/boi/index.html;

http://www.boxofficereport.com/database/1970.shtml

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.