“The ward”: bentornato Carpenter

 

The John Carpenter Picture Show! Se ne è fatto un gran parlare del ritorno nelle sale del regista di capolavori quali Distretto 13, La cosa e il Seme della Follia. Nove anni di assenza se si esclude la parentesi televisiva dei due episodi facenti parte della serie “Masters of Horror” uno dei quali, Cigarette Burns, è un gioiellino che consiglio a tutti di recuperare a qualsiasi costo. Ora il film, in breve. Anni ’60. In un imprecisato luogo degli Stati Uniti veniamo a conoscenza di Kristen, giovane piromane senz’altro disturbata e per questo rinchiusa in un manicomio femminile all’interno del quale, si nasconde una diabolica figura che stravolge la cupa routine della struttura terrorizzando e uccidendo nei modi più fantasiosi i suoi residenti. Quello che Carpenter effettua è un lavoro di regia pura, – mille miglia lontano dalle odierne convenzioni hollywoodiane – , laddove le lacune derivanti da uno script senz’altro telefonato(la cui paternità non appartiene a Carpenter) possono indurre lo spettatore a estraniarsi dal contesto e conseguentemente dal film stesso. Il tema del doppio è da qualche anno molto in voga nel cinema moderno di genere e non, ma la capacità di Carpenter di pilotare il nostro sguardo all’interno dei “corridoi della paura” non conosce eguali ed è proprio per questo che il film è un gradino sopra agli altri. A questo proposito, mi preme sottolineare che l’attitudine claustrofobica nella gestione degli spazi, del visto e del non visto è rimasta invariata nel modus operandi di questo supremo artigiano, colui che con lente carrellate e semplici soggettive esprime concetti, inquietudini e latenti tensioni che neanche due pagine di serrati dialoghi cinematografici riuscirebbero a fare. Ne è prova concreta la breve ma intensa sequenza all’interno dell’obitorio (no spoiler). Anche le musiche, che lontanamente rievocano l’Argento dei ’70  e che non portano la sua firma contribuiscono alla confezione del prodotto. Godiamoci dunque questo Carpenter in grande spolvero stilistico che, se non ha fatto urlare al capolavoro, ha ricordato a tutti di essere più in forma che mai. In conclusione ecco tre buoni motivi per andare al cinema a vedere The Ward:
Carpenter è tornato
Titoli di testa splendidi
La protagonista è un vero schianto
Voto 7
Nella mediagallery il link al trailer originale del film

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