Time Zones, apertura di classe con Piano Circus, poi Yann Tiersen

 

Chi segue con passione, ancor prima che con attenzione, i cartelloni annuali del Time Zones, è stato abituato ad aspettarsi dalla direzione artistica scelte sempre all’avanguardia, di livello altissimo, a volte rare nella programmazione culturale italiana. Ecco perché in ventisei anni di onorata carriera il festival barese si è progressivamente affermato come un appuntamento atteso e da non perdere.
Al centro di questa edizione, come espressamente dichiarato dagli organizzatori, c’è il pianoforte, strumento capace di creare una perfetta congiunzione tra musica colta e musica popolare, e le sue molteplici e versatili applicazioni musicali e nei sette eventi novembrini che costituiscono il cartellone figurano i concerti di Piano Circus e di Yann Tiersen. Come dire I pianoforti, IL pianoforte.
I Piano Circus apriranno il festival questa sera, al Teatro Forma di Bari, alle ore 21. Unica data italiana.
Sono 6, in tutto, i pianoforti in scena per una formazione che il “Press And Journal” ha definito “fuori da questo mondo, assolutamente strabiliante e tecnicamente incredibile”.
Formatisi nel 1989 per suonare dal vivo Six Pianos di Steve Reich, i Piano Circus hanno creato un repertorio di oltre cento opere, la maggior parte delle quali scritte appositamente per ensemble e artisti del calibro di Kevin Volans, Graham Fitkin, Brian Eno, Louis Andriessen, Erkki-Sven Tüür, Terry Riley, Nikki Yeoh e Heiner Goebbels. Perfettamente a loro agio con il jazz, il pop, il rock, l’improvvisazione e la composizione classica, i Piano Circus hanno collaborato con video maker, artisti teatrali e circensi, ballerini e coreografi. Il gruppo si è inoltre esibito in mezzo mondo, da Londra a New York, dal festival di Edimburgo ad Istanbul, da Hong Kong a Singapore.
Yann Tiersen, invece, suonerà il 15 novembre al Palatour di Bitritto, a pochi chilometri da Bari, invece dell’auditorio Showville del capoluogo, troppo piccolo per un evento che ha fatto registrare davvero un numero sorprendente di adesioni da parte del pubblico. Solo un’altra la data italiana in programma, a Catania. Al centro della performance  ci saranno “i suoni del favoloso mondo di Amélie”.
Diventato noto in Francia dopo il suo terzo album, “Le Phare”, infatti, Tiersen è approdato al successo mondiale con le musiche del film diretto da Jean Pierre Jeunet nel 2001, una delicata e fantasiosa favola che anche grazie alle sue musiche seppe commuovere il pubblico di tutto il mondo. Anche se meno conosciute, avvincenti anche le altre musiche scritte in questi ultimi anni per altri film: “La Vita Sognata Degli Angeli” (1998, E. Zonca), “Alice e Martin” (1998, ATéchiné), “Qui Plume la Lune?” (C. Carrière, 1999) e lo strepitoso “Good Bye, Lenin!” (2003 Wolf Becker). Tiersen compone e suona il pianoforte, la fisarmonica e vari tipi di violino; la critica l’ha paragonato a Satie, Rota e alla Penguin Cafe Orchestra.
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