Torna Franco Micalizzi, e la sua musica è Veleno

Avete presenti i poliziotteschi? Alcune delle soundtrack rimaste più impresse nella memoria degli appassionati, o dei nuovi estimatori di queste pellicole riportate in auge dal transfer in digitale, portano la sua firma.

Nella sua carriera non sono mancate nemmeno le incursioni oltreoceano, dove il cinema italiano di genere, e le sue musiche, sono ancora oggi un cult.
Non si spiegherebbero gli exploit negli Usa di band come i pur grandi Calibro35, a cui va il merito di aver reinventato quelle atmosfere musicali.
Micalizzi, invece, forte della sua big band, la “Big bubbling band” rilancia le sonorità originali in undici tracce di spessore musicale elevato, dai titoli che sono tutto un programma: appunto “Veleno” o ancora, tra le altre,  “Adrenalina”, “Pantera”, “Muscoli”, “Minaccia” e “Fuoco”. Un ritorno del passato lanciato ad alta velocità sul ponte del futuro.
In altre parole, come campeggia sulla cover del disco: “pulp music” e non c’è bisogno di chiedere a Tarantino cosa significhi, ce lo spiega proprio il maestro Micalizzi:
maestro, sul suo cd campeggia un bollo con su scritto “Pulp music”. “Pulp”, parola magica e forse stra-abusata dall’avvento di Tarantino in poi, ma da quanto tempo in Italia se ne faceva già uso?
“L’espressione Pulp Music credo di essere il primo ad averla usata, l’uso della sola espressione Pulp, che io sappia, è invalso da Tarantino in poi”.
Negli anni ’70 è stato indiscutibile protagonista delle soundtrack dei “poliziotteschi”, oggi, visto anche il suo ritorno discografico, non si sente un po’ orfano di pellicole da sonorizzare, visto che non ce ne sono più di quel tipo?
“Per piacere non dire sonorizzare, casomai ‘commentare musicalmente’, scusa ma il termine sonorizzare mi fa pensare a quel borbottio confuso che spesso si mette in sottofondo per lucrare diritti non certo per commentare, io si mi sento un po’ orfano di bei film di genere che ormai non si girano più. La prevalenza è di film cosiddetti comici o generiche storie giovanili”.
Eppure gli spunti di cronaca e socio-politici che li originavano all’epoca, in buona sostanza, sono presenti anche oggi?
“La televisione ha sostituito il genere poliziesco ma senza riuscire ad avere  lo stesso contenuto di azione e di ironia che c’era negli anni 70. I cinema hanno perso il 70/ 80 % di pubblico ed i produttori guardano quasi unicamente alla TV”.
A testimonianza dei tempi che furono, nella tracklist di “Veleno” c’è un brano tratto dalla colonna sonora di un film del ’74, “Chi sei?”
“Si, è tratto da ‘Chi sei’, la cui colonna sonora ho avuto la fortuna di registrare negli USA con favolosi musicisti. Credo comunque che la versione rivisitata con la BBBand sia all’altezza”.
Quanto questo nuovo disco risente o attinge dall’attualità?
“Qualsiasi cosa uno scriva è contemporanea ai tempi che si vivono, in questo senso penso che i brani originali di VELENO siano legati sia alle mie esperienze passate che alla vita attuale (di veleni ce ne sono anche troppi)”.
E secondo lei a cosa è dovuto il tributo continuo che giovani artisti riservano alla sua musica? Quale il segreto di quelle composizioni che oggi vivono una seconda giovinezza?
“Io, naturalmente, sono molto grato ai giovani che amano la mia musica perché la mantengono ancora viva, forse la apprezzano perché ho sempre lavorato con molto impegno ed entusiasmo questo può essere il segreto che la salva dalla spazzatura”.
E lei come ha innovato il genere con queste nuove composizioni di “Veleno”?
“Io credo che anche se non avessi voluto, le esecuzioni di VELENO risentirebbero degli anni 2000 pur guardando ai 70. I suoni sono più definiti la ritmica tiene conto delle nuove tendenze e gli esecutori sono giovani che portano il loro modo molto attuale di esprimersi”.
Ora? Dopo l’uscita del disco si parte in tour?
“E’ proprio quello che vorrei fare con un bel Bus all’americana (lo abbiamo già fatto in passato) ma la crisi non so se ce lo permetterà: siamo un organico di 20 elementi….”
Chiudiamo con un gioco che F052 fa coi musicisti, “Soundtrack”, le dieci canzoni della giornata-tipo di Franco Micalizzi: autore, titolo e piccola motivazione.
“Al mattino Morning All Jarreau – a pranzo Bad, Michael Jackson e Quincy Jones – al pomeriggio Lady be good Ella Fitzgerald – la sera The girl from Ipanema, Jobim – Frank Sinatra la notte e tutta la musica jazz funky che riesco a trovare. Perchè ? Per il grande valore musicale che esprimono ancora oggi e, sicuramente, anche dopodomani”.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>