Twitter fa schifo

 

Lo stormo degli utenti italiani di Twitter è in rivolta. Il loro fastidioso cinguettio si è fatto assordante dopo che Michele Serra si è permesso di dire che a lui Twitter fa schifo. Ha scritto su Repubblica: «Dovessi twittare il concetto, direi: Twitter mi fa schifo. Fortuna che non twitto…».

Non l’avesse mai detto. Per il popolo di Twitter – manco a dirlo – Michele Serra fa schifo. Loro ragionano così: questo “mi piace”, quest’altro invece “mi fa schifo”. Ed è proprio questo che Serra si chiedeva: possibile che non esistano sfumature intermedie? È tutto così categorico?

Il giornalista-scrittore raccontava di una serata passata a guardare la televisione in compagnia di un amico. Una compagnia che a un certo punto sarà diventata insopportabile per il fatto che l’amico lo innervosiva continuamente, riferendo i commenti che gli giungevano in diretta su Twitter riguardo al conduttore del programma televisivo.

«Più ancora della violenza verbale – scrive Serra – e della sommarietà dei giudizi (si sa, lo spazio è quello che è), mi ha colpito la loro assoluta drasticità: il conduttore era per alcuni un genio, per altri un coglione totale, e tra i due “insiemi”, quello pro e quello contro, non esisteva un territorio intermedio».

Per me, Michele Serra ha ragione da vendere. Vi propongo un esperimento. Provate a scrivere su Twitter – o su Facebook – che “Berlusconi è un genio”. Dopo pochi secondi verrete assediati dai “mi piace” o dagli insulti, fino alle minacce di morte. L’esperimento serve a dimostrare non tanto che un politico sia effettivamente un genio – chi potrebbe essere così stupido da credere una cosa del genere? – ma che i vostri amici virtuali non sono nemmeno in grado di cogliere una provocazione. I vostri amici virtuali non capiscono quello che leggono. Forse non sanno più nemmeno leggere. O – ma non è meno grave – pur sapendo leggere, non leggono quello che tu scrivi. Commentano quello che non leggono o che, pur leggendo, non cercano nemmeno di capire. Non sono che dei capricciosi “bambini di ritorno”, capaci soltanto di commentare “mi piace” o “non mi piace” come se tutta la vita non fosse altro che una serie di merendine o di cheeseburger infilati uno dietro l’altro.

Rendetevi conto: Michele Serra ha ragione. I vostri amici virtuali sono degli autentici idioti.

Se anche voi siete tra questi imbecilli sfaccendati, prima che il diavolo vi porti via, riflettete almeno sulle sante parole di Serra: «Non è data cultura senza dialettica, né ragione senza fatica di capire».

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.