Uno Non Basta, sorpresa di fine anno

Anno nuovo, orecchie nuove. La colonna sonora per la svolta c’è già.

Il 29 novembre scorso, infatti, è uscito “Narciso dilaga”, il primo disco degli Uno Non Basta.

Così, tra i buoni propositi per il 2013 che incombe, lasciate chiusa fuori dai padiglioni auricolari la paccottiglia che propina il mercato (e che ora comincia ad “inquinare” anche la distribuzione indipendente, ndr) e dedicatevi ad una delle produzioni più sorprendenti e appaganti di quest’annata.

Questo trio di stanza a Roma (Antonio Marcucci-voce, programmazioni e chitarre; Nico Di Marzio-batterie; Domenico Ragone-basso, ndr) ha partorito in modo orgogliosamente autonomo un disco che è capace di unire attitudine metal, rabbia sociale ed elettrorock con una disinvoltura che non ha precedenti, perlomeno in Italia.

Scordatevi i Subsonica, con cui l’ascoltatore superficiale potrà subito fare il pari: sono troppo pop per loro; mettete da parte gli ultimi Korn industrial, se qualcuno ascoltando alcune sonorità dubstep che caratterizzano gli UNB li volesse assimilare: Davis e soci sono troppo ipertrofici. Se proprio volete un riferimento, cercatelo nel mezzo di questi due estremi. E comunque non sarà adeguato.

Le dodici canzoni che compongono il disco sono la sintesi del terzo millennio, nel bene e nel male.

Il bene è quello del sound, del groove, tirato fuori egregiamente dal produttore esecutivo e artistico della band, Alex Di Nunzio, nel suo studio di Palestrina, capace di metabolizzare, senza scimmiottare, tutto il meglio che transita oggi dai canali mainstream e alternative, masticato e digerito da Marcucci, che ascolta e suona musica da vent’anni (è anche chitarrista e co-autore de Le Mani, ndr), e condiviso con Di Marzio, una vita spesa per la precisione clinica nel percuotere le pelli della sua batteria, e Ragone, musicista “basso e martello” per l’incisività del suo tocco. Il male, invece, inteso come concetto e non già come elemento negativo, si annida tutti nei testi, taglienti, senza fronzoli e mezzi termini, ovvero spietati. Marcucci, che ne è autore, è impietoso nel raccontare le malformazioni dell’individuo contemporaneo e lo fa con una disinvoltura spiazzante, cercando di aprire gli occhi di chi ascolta con le orecchie (e c’è da augurarsi anche con la mente) sull’impatto devastante che questa deriva produce sui rapporti umani. Il rischio è quello di ritrovarsi con un pugno di apparenze e basta, visto che “Narciso dilaga”.

Per questa schiettezza d’idee gli UNB vanno apprezzati ulteriormente, perché vista l’involuzione della musica italiana attuale, tutta X-Factor e RDS, serve coraggio per dire veramente “fuck the system” e procedere per la propria strada. Il video che ha anticipato l’uscita del disco, l’estremo “Per due”, ne è l’emblema (chi l’avesse perso lo trova linkato in mediagallery, ndr).

Si vede che il songwriting, musicale e lirico, arriva da una sola mente, perché il primo elemento necessita dell’altro e viceversa ma, come il nome della band rende esplicito, un solo componente non avrebbe reso come tre, forse i brani sarebbero rimasti relegati nel fondo della cartella di un pc. Per fortuna non è stato così e questo disco, ora, è realtà.

Il consiglio è quello di reperirlo, insomma, (ora è disponibile in digital download e presto anche in copie fisiche) di ascoltarlo più e più volte in ogni sua sfaccettatura e poi di tuffarsi in un live di questo sorprendente trio, come quello di lancio di “Narciso dilaga” di giovedì scorso a Roma, al Circolo degli Illuminati: poche parole, molti fatti e molta potenza.

Parliamone e facciamone parlare.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>