Vecchi umoristi

“Agli umoristi sembra che il tempo non passi mai. Perché loro, stupidamente, credono di essere sempre quei giovani che erano quando erano giovani. Invece, anche gli umoristi invecchiano. Ed è triste invecchiare senza essere riusciti a entrare pienamente nella maturità. È come partire, per esempio, da meno dieci.

Presentandosi poi a un talent show in età avanzata significa rischiare di essere proprio patetici. «Ci piacerebbe diventare umoristi» abbiamo dichiarato alla commissione del talent. «Ma perché?» ci è stato risposto, «Quanto futuro pensate abbiate ancora davanti a voi?» E noi: «Davvero noi siamo qui perché vogliamo diventare umoristi». «Dite sul serio?» ci è stato chiesto.

Voi non potete immaginare quanto sia frustrante per degli umoristi essere presi sul serio e non riuscire nemmeno a spiegare la differenza che passa tra la serietà e l’ironia. Ma viviamo in un paese che negli ultimi tempi si è molto impoverito dal punto di vista lessicale.

Un amico cattolico, non senza qualche ragione, osservava amaramente: «Oggi capita di sentire espressioni del tipo “è un povero Cristo”, come pure: “è un povero diavolo”. Espressioni cui si attribuisce ormai lo stesso significato. Insomma, ahimè! Cristo e il diavolo sono diventati, da noi, addirittura sinomini. A questo è ridotta la lingua italiana». È comprensibile la sua amarezza di fervente cattolico. Come reagiremmo noi se qualcuno accostasse Vasco Rossi e Ligabue?

Oggi nostra sorella su Facebook ha trovato da ridire circa l’idea, oggettivamente raccapricciante, di Angelina Jolie di privarsi di quanto di meglio avesse il suo corpo “per prevenire” l’insorgenza eventuale di tumori. Abbiamo anche visto come l’amica di nostra sorella malignava alle nostre spalle: «Speriamo non voglia farsi asportare anche il cervello. Sui tuoi fratelli i risultati di questo tipo di operazione sono stati deludenti. Mi sembra siano diventati dei perfetti cretini anche senza cervello».

I social network fanno venir fuori il peggio da ognuno di noi, soprattutto le donne mostrano una inaspettata cattiveria. Su Facebook abbiamo provato a metterci in contatto con una nostra amica che non vedevamo da trent’anni, per il piacere di rivedere insieme delle vecchie fotografie e magari ridere un po’. «Dove vuoi che ci vediamo?» le abbiamo detto. Ci siamo rivisti in questura. «Attrarre donne sole in posti sconosciuti con il solito trucco delle vecchie fotografie, vero?» ha insuato un poliziotto. «Ma no» abbiamo protestato noi, «era per ridere un po’». «Facciamo meno gli spiritosi» ha replicato il poliziotto, con un’aria esageratamente severa. Non so se l’avete notato anche voi, ma i poliziotti quando vogliono essere perentori tirano sempre fuori questa battuta: «facciamo meno gli spiritosi». Ventiquattrore dopo, comunque, la nostra fedina penale era macchiata in maniera indelebile. Pensavamo che la giustizia fosse più lenta. Questo, almeno, si dice della giustizia italiana. Vatti a fidare delle chiacchiere della gente.”

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.