We all live in a Yellow Submarine

 

 

Potevano i Beatles, il gruppo pop più famoso del mondo, essere esclusi da uno dei media pop per eccellenza? La risposta è ovvia ma ampiamente documentata in “I Beatles a fumetti” edito da Skira e curato Enzo Gentile e Fabio Schiavo. Due giornalisti, ovviamente, ma il secondo, in più, è uno dei più grandi collezionisti al mondo dei 4 scarafaggi a fumetti. Il volume, di 240 pagine a colori, offre una esaustiva (ma in questo casi, non si può mai dire, del tutto) testimonianza delle apparizioni dei Fab4 sulle pagine dei fumetti o nelle situazioni in cui sono stati rappresentati o reinterpretati graficamente. In tutto il mondo, dal 1963 al 2010.
Ricordiamo subito che furono gli stessi Beatles a dare di sé la migliore versione alternativa trasposta su un foglio di disegno, di acetato poi, con lo splendido cartone animato del 1968 “Yellow submarine” (1).  A creare l’indimenticabile stile grafico, psichedelico e pittorico, di quel film animato, fu Heinz Edelmann, uno dei più importanti designer ed illustratori tedeschi. Ma prima di quello straordinario film, in cui per la prima volta un gruppo pop creava degli avatar di se stessi (2), i Beatles indossavano giacche aderenti e scuotevano il celebre caschetto. Uniformati con quella inequivocabile divisa e pettinatura, (quasi indistinguibili l’uno dall’altro), non erano forse già dei fumetti viventi? Una sorta di proto gemelli Dalton (3), anche loro 4, anche loro vestiti sempre alla stessa maniera e differenziati soltanto dall’altezza. Quindi, i Beatles, in quanto icone, erano predestinati ad essere rappresentati nel mondo dei comics, non solo per la loro enorme popolarità ma anche per le loro caratteristiche estetiche. Ed è proprio sfogliando le pagine di questo libro che ripercorriamo il “character design” dei Beatles, che, in questo caso, non è la progettazione di personaggi di finzione ma la trasformazione del loro look, a cavallo tra i sessanta e i settanta. Scopriamo ad ogni pagina imprevedibili incontri bidimensionali tra titani dell’immaginario. Alcuni esempi: Batman che indaga sulla morte di uno dei quattro; Asterix se li ritrova in Britannia a firmare autografi mentre la Cosa e la Torcia dei Fantastici 4, (il numero 4 ritorna), vanno ad un loro concerto. Insomma, una oggettiva goduria per chi dovesse essere appassionato sia dei Beatles che di fumetti. Va detto che il volume ha un prezzo abbastanza elevato (40 euro) ma è impaginato in modo impeccabile, come da tradizione Skira, che come è noto, pubblica prevalentemente volumi e cataloghi di arte e architettura. Il volume si conclude con una sezione dedicata al solo John Lennon, il quale, suscitando aspre polemiche, dichiarò: “i Beatles sono più famosi di Gesù”. Forse, anche di Topolino!
(1) Regia di George Dunning.
(2) Operazione che sarà ripetuta spesso nel corso degli anni da altre band, ultima delle quali, i Gorillaz che hanno estremizzato questo aspetto sino a far scomparire completamente la controparte umana.
(3) I gemelli Dalton, probabilmente prendono il nome da quel John Dalton che per primo cercò di descrivere la struttura dell’atomo “Tutti gli atomi di uno stesso elemento sono identici e hanno uguale massa”. Non sono forse i quattro avversari di Lucky Luke, tutti uguali?

Author

La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.