“We love drums”, il nuovo groove della Capitale

Poche parole, molta sostanza.
Al momento c’è soltanto questo ma di suo è già notevole.
Essenziale ma d’impatto.

Su YouTube, da qualche settimana, circola il videoclip di un nuovo progetto, non soltanto in senso prettamente anagrafico ma anche nella sostanza.

Non si sa molto, oltre al titolo della clip che risponde al nome di “We love drums” e non servono molti secondi di visione per capirne l’origine.

Fermo restando il contesto visivo sicuramente affascinante, è il tappeto sonoro che colpisce dritto l’udito, come le casse – dispari – delle batterie che lo illuminano e gli danno potenza, per l’esattezza tre, tra cui quella di Jacopo Volpe, drummer dei Vanilla Sky, in questo caso impegnato su ritmiche ben distanti dal punk-rock di questi ultimi.

“We love drums” è infatti una sorta di jam che si articola su territori elettronici, iperdinamici e dal groove massiccio, in linea – ma non per emulazione – con quanto ora – a distanza di anni da quanto accaduto in Europa e negli Usa, si comincia a diffondere, ovvero le sonorità dubstep.

Ma per non ragionare a deduzioni e vista la percezione di un progetto interessante, è stato difficile non chiederne di più a Jacopo che, disponibilissimo, ha svelato l’arcano.

“We love drums”, il nome dice già tutto ma facciamo gli gnorri: tre batteristi si ritrovano insieme a suonare in un video, ma non si tratta di una jam?

J.V. Per quel che riguarda il video appena realizzato, è frutto di un lungo lavoro nato dalla “famosa” jam da te citata nella domanda. Poi con il tempo abbiamo cercato di dare una struttura a tutto come fossimo una vera band ed il video è il risultato di questo percorso.

Il progetto è sicuramente insolito, ricordo un esperimento simile in Italia con la Drummeria, e molto tecnico: come nasce questo progetto?

J.V. Ti ringrazio solo per aver accostato il nostro nome a quello della Drummeria, ma siamo veramente lontani da quel mondo lì. Noi tutti amiamo quel progetto, ma come si dice a Roma: ” troppe pagnotte dobbiamo mangiare ancora”. Tutto è iniziato per gioco e per caso nel “lontano” 26 dicembre 2010, dentro ad un box grande quanto una Panda, con i drumset ridotti all’osso per la mancanza di spazi. Quel giorno più che l’incontro tra 3 batteristi è stato un incontro tra 3 amici che nutrono la stessa passione e che, guardandosi in faccia e vedendo i progetti ripetitivi e poco originali che giravano, decidono di proporre qualcosa di nuovo e qualcosa di spontaneo. Da lì nasce We Love Drums.

Le sonorità sono molto in linea con un certo “trend” del momento, sicuramente drum’n’bass, ma c’è anche qualche richiamo al dubstep che piace tanto ai Korn da quando hanno incontrato Skrillex. E voi? E’ la traduzione in musica di una passione negli ascolti?

J.V.  Non nego che il fenomeno Dubstep abbia fregato alla grande anche me, però vorrei puntualizzare che l’inserimento di quest’ultima è stato del tutto naturale e non inserito a forza per una mossa commerciale. Purtroppo in questi casi si tende a sminuire e/o giudicare negativamente un progetto solo perché è al passo coi tempi e si mette in scia di un trend molto favorevole. La gente che passa le proprie giornate a “smerdare” gruppi su youtube dalla mattina alla sera già ci ha accusato di fare qualcosa trita e ritrita, riferendosi a Travis Barker. Quindi il discorso del trend non è che mi piaccia molto. Noi facciamo solamente ciò che ci piace e ciò che ci viene naturale, senza studiare soluzioni a tavolino per finalità commerciali e per avere più appeal sul possibile ascoltatore.

Al momento, come detto, circola solo un video: cosa dobbiamo aspettarci?

J.V. Aspettati il meglio come al solito (ride, ndr). Scherzi a parte, stiamo componendo cose nuove e ci stiamo muovendo per intraprendere un’attività live importante, dove vorremmo presentare uno spettacolo a 360 gradi e non solo limitato alla batteria.

Per quanto ti riguarda, questo è un side-project dei Vanilla Sky: cosa state facendo al momento? Solo attività live?

J.V. Con i Vanilla Sky stiamo in fase di scrittura e ci siamo fermati completamente con l’attività live per concentrarci al 100% sul disco nuovo. Nell’ultimo tour abbiamo fatto circa 200 date in due anni, ma già non vediamo l’ora di tornare on the road!

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La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.