“Zoo school”: produci anche tu il film

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.
Il detto è a dir poco inflazionato, ma prima o poi torna sempre utile a chi, scrivendo, si trova a raccontare la storia del cinema italiano e dei suoi giovani autori.
E’ un binomio che non si risolve mai facilmente, complice anche un Belpaese che, a livello istituzionale, incentiva sempre meno la cultura e quindi anche la settima arte, penalizzando soprattutto gli esordienti.
E così, se il cinema non va dai giovani autori, sono questi ultimi a tentare di raggiungerlo, prendendo la rincorsa con tattiche di new-marketing che, al contempo, hanno il pregio di svecchiare un sistema di produzione culturale spesso troppo obsoleto.
E’ il caso di “Zooschool”, un progetto cinematografico nato da una sceneggiatura di Andrea Tomaselli. Due case di produzione di Torino, Epica film e Inyca film,  stanno lavorando per fare diventare questa storia un film, visto che il cast, tecnico e artistico, è quasi al completo. Tutti hanno aderito alla causa perché ci credono e vogliono investirci su mettendo a disposizione le proprie competenze.
Il plot di “Zooschool” è tutto horror, ambientato nel mondo della scuola pubblica, a tratti capace di terrorizzare per come si e’ ridotto, ma, come scrivono i promotori sul sito web del progetto, al tempo stesso “intende offrire spunti di riflessione vari su un mondo così delicato”.
La parola ad Andrea Tomaselli che, oltre ad aver scritto la sceneggiatura, è anche regista:

Come nasce il progetto?

La sceneggiatura parte dalla voglia di denunciare un sistema come quello scolastico che manca di un percorso didattico che risponda alle esigenze civiche ed esistenziali di un adolescente, e in cui i docenti, che dovrebbero aiutare i ragazzi ad affrontare e maturare pulsioni tipiche di un’età difficile, non sanno essi stessi gestire le proprie e finiscono per essere un modello negativo. L’idea poi di una produzione indipendente, dal basso, nasce dalla consapevolezza che un tema del genere difficilmente avrebbe trovato finanziamenti per vie canoniche.

Horror a sfondo sociale: avete coniato un nuovo genere…

In realtà esistono illustri precedenti, che per noi fungono anche da modelli. Dal recente Antichrist di Von Trier (un horror a sfondo psico-sociale), a Ken Park di Larry Clark (un porno-horror a sfondo sociale), a Bubble di Soderbergh. Si tratta di horror non di genere, dove la narrazione si spinge ai limiti del verosimile, alla ricerca di uniperrealismo scarno, ma talmente insistito sui dettagli da conquistare una sua valenza allucinatoria. Senza nessuna pretesa di realismo assoluto, di validità documentaristica, questo tipo di horror ostenta, piuttosto, la propria parzialità di sguardo. Uno sguardo interessato solo a quel dettaglio per gli elementi di disturbo che corrompono l’equilibrio, apparentemente pacifico, di un microcosmo autosufficiente, generando le tensioni del thriller e dell’horror.

Cast tecnico e artistico quasi al completo: se ne può parlare? Qualche chicca o tutti esordienti giovani?

Il cast tecnico è composto da professionisti che (con qualche rara eccezione) esordiscono al lungometraggio, ma che hanno alle spalle l’esperienza di corti, videoclip, booktrailer, documentari. Tra gli attori invece abbiamo due nomi noti: Manuela Massarenti (Sanguepazzo di Giordana nel 2008, ndr), la cui partecipazione è certa, e al momento c’è l’interesse di Natalino Balasso (noto comico di Zelig, ndr) per un ruolo decisamente ‘forte’.

Ci parli meglio della tecnica di produzione esecutiva?

Di solito un produttore esecutivo cerca i soldi per fare il film tra finanziamenti statali, prestiti bancari, sponsor, accordi coi distributori. Questo lo puoi fare quando sei un produttore noto o lavori con registi e attori di una certa fama. Il nostro invece è un progetto decisamente ‘fuori dal coro’, che nasce dal basso, e quindi la strategia di ricerca fondi ha preso altre strade: 1) coinvolgere attori e  tecnici nella produzione del film, col sistema dei Coproducers, un sistema in cui sul set non vieni pagato (sarebbe come se tu pagassi te stesso) ma poi tutti hanno dei diritti sugli incassi; 2) usare una piattaforma come indiegogo dove presentare il tuo progetto e chiedere donazioni a chi ti vuole sostenere; 3) cercare tra i distributori che si occupano di festival e  film d’autore qualcuno interessato a sperimentare con noi.

Visto come stanno le cose in ambito culturale in Italia, non e’ detto che tra qualche anno la stessa cosa debba essere ripetuta, ad esempio, per il cinema: un horror con al centro questo argomento e’ fantascienza?

Assolutamente no! Qualcosa mi sa che è già stato fatto a riguardo, e di certo se questo movimento dal basso, che vuole cambiare il nostro sistema culturale, prenderà vigore, un discorso metacinematografico sarà d’obbligo per i nuovi cineasti.

Questa vostra idea delle sottoscrizioni, pero’, equivale a dire: ci tagliate i fondi? Ci rendete difficile l’accesso agli stessi? Chi forza non ha agisce di ingegno…

È così, ed è quello che fa ogni movimento undergroud che si rispetti. Ma attenzione, non è solo un modo per aggirare l’ostacolo. È anche un credo, in un modo alternativo di fare cinema. Fondamentalmente è il contrario di quello che succede spesso in quei set affollati di gente che è lì ‘solo per lavoro’, gente a cui interessa poco di cosa racconta la storia a cui sta lavorando. Produzioni come la nostra, invece, sono possibili solo qualora il gruppo di lavoro sia veramente unito. Nel caso di Zooschool, per esempio, stiamo portando avanti il progetto grazie alla solidità di collaborazioni coltivate negli anni. Non sono certo forme di produzione che si creano dal nulla. Da anni io e i produttori esecutivi, il direttore della fotografia, la responsabile make up, gli attori, i musicisti, gli scenografi, affiniamo il nostro rapporto creativo. Si tratta di un lavoro lento, artigianale, che sa esperire sinergie preziose. Si tratta di un gruppo di persone che sanno conferirsi valore a vicenda, e mettere a disposizione di un’unica opera le loro competenze, emozioni, esperienze.

Chi sottoscrive a cosa ha diritto?

In base a quanto offri hai diversi benefici. Con una donazione di base di 20 euro ti garantisci il dvd del film, una volta che questo sarà finito. Offrendo di più puoi essere ospite sul set, puoi avere oggetti di scena, puoi assistere al montaggio, puoi fare un’apparizione nel film, puoi ricevere gli storyboards originali…

Tempi presumibili di chiusura dell’operazione film?

Contiamo di fare le riprese tra luglio e agosto e di montare il tutto in autunno. Per l’inverno del 2011 dovrebbe essere finito.

Andrea, vuoi fare un appello ai lettori di F052 affinché sottoscrivano?

È un modo per cambiare il cinema italiano, i film che produciamo e il modo in cui li realizziamo. Un modo per aiutarci a dire la verità sulla scuola, che non sono i ragazzi di oggi che non funzionano, ma il sistema scolastico che li sta rovinando. È un modo per dimostrare che, se la gente vuole, è pronta a sostenere film diversi dalle schifezze preconfezionate che vogliono farci ingoiare. Insieme.

“Zooschool” può essere supportato attraverso la piattaforma IndieGogo, un sistema di CrowdFinancing per poter reperire i fondi per poter realizzare il film. E’ possibile invece dare consigli agli autori sulle pagine Facebook e Twitter del progetto.

Nella mediagallery il trailer del film.

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<p>La redazione di F052 | Codici Culturali una risorsa per esplorare nuovi mo(n)di dedicati alla Cultura e alle Arti.</p>